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Il 69% considera un’auto cinese negli USA
Uno studio di Cox Automotive ha messo nero su bianco una frattura netta. Negli Stati Uniti, tra la Gen Z, la disponibilità a considerare un marchio cinese tocca il 69%. Tra le generazioni precedenti quella percentuale si assottiglia drasticamente. Non è una questione di reddito e nemmeno di area geografica. È una questione di anno di nascita. Chi non ha vissuto la Guerra Fredda come cornice culturale non associa automaticamente la Cina a un avversario sistemico. Per molti giovani americani, un’auto cinese è semplicemente un’auto. Punto. Negli ultimi anni, del resto, l’etichetta “cinese” ha cambiato peso specifico. Smartphone, elettronica di consumo, batterie, infrastrutture: la qualità percepita è cresciuta insieme alla presenza globale. Questo vale anche per le auto, soprattutto elettriche, dove la Cina gioca ormai da protagonista. In Europa lo scenario è più sfumato. I marchi cinesi stanno aumentando la loro presenza, ma il percorso non è lineare. BYD è probabilmente il caso più emblematico. Nel 2024 ha venduto poco più di 50.000 veicoli nel Vecchio Continente, meno di quanto sperato. Una delle ragioni è stata una gamma troppo sbilanciata sull’elettrico puro, in un mercato europeo che procede verso la transizione con passo meno deciso rispetto alle previsioni iniziali. La risposta è già in atto: più ibridi plug-in, rete commerciale rafforzata e produzione locale nello stabilimento di Szeged, in Ungheria, per attenuare l’impatto dei dazi.La Gen Z guida la rivoluzione
Il prezzo resta un fattore importante, ma non è l’unico. Dallo studio emerge che quasi la metà dei consumatori riconosce ai brand cinesi un vantaggio in termini di accessibilità economica. Dove permangono dubbi è su durabilità, sicurezza e affidabilità. Ed è qui che si vede la differenza generazionale: la Gen Z sembra più disposta a concedere tempo, meno legata a marchi storici su cui ha costruito un rapporto quasi affettivo. Interessante anche il tema della fiducia per associazione. Quando un marchio cinese viene affiancato a un brand americano consolidato, la disponibilità all’acquisto sale fino al 76%. Non è solo marketing, è un ponte culturale. In fondo, ciò che manca davvero non è la tecnologia né il prezzo competitivo, ma la familiarità. E quella non si compra con uno sconto in concessionaria: si costruisce nel tempo, generazione dopo generazione.Fonte: TecnoAndroid








