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Porsche, la nuova supercar potrebbe nascere da Audi e Lamborghini

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La prossima supercar Porsche potrebbe nascere su basi tecniche che arrivano da Audi e, a monte, da Lamborghini. Detta così suona quasi come una provocazione, ma è lo scenario che emerge dalle indiscrezioni sui piani di Zuffenhausen: al posto di un progetto interamente sviluppato in casa, un modello a motore centrale costruito attorno alla tecnologia della Audi Nuvolari, vettura a produzione limitata che a sua volta condivide componenti con la Lamborghini Temerario. Il consiglio di sorveglianza dovrebbe esprimersi dopo la pausa estiva.

Nel frattempo la Mission X si allontana. Il concept presentato tre anni fa aveva acceso più di qualche aspettativa, perché sembrava anticipare una hypercar elettrica capace di raccogliere l’eredità della 918 Spyder e di misurarsi con McLaren W1 e Ferrari F80. Da allora, però, nessun passo concreto. Le probabilità che arrivi davvero in produzione appaiono sempre più sottili.

Tagli, sovrapposizioni e la logica del gruppo

Il contesto aiuta a capire. La riorganizzazione in corso prevede migliaia di tagli occupazionali e una razionalizzazione della gamma, con priorità ai modelli che garantiscono i margini migliori. L’amministratore delegato Michael Leiters ha osservato che la gamma attuale contiene troppe varianti e sovrapposizioni interne più ampie di quanto sarebbe opportuno. Da qui la scelta di aumentare la collaborazione con gli altri marchi del Gruppo Volkswagen, con l’obiettivo dichiarato di contenere i costi.

Il caso più tangibile è la futura Macan termica, che adotterà la piattaforma Premium Platform Combustion di Audi. Nella stessa cornice rientrerebbe anche la supercar destinata a fare da halo car, cioè il modello vetrina pensato per trainare l’immagine dell’intero marchio.

Ed è proprio qui che il ragionamento diventa interessante. Una halo car non serve a vendere numeri, serve a definire il posizionamento e a sostenere il valore percepito di tutto il resto del listino. È il modello che, in fondo, spiega perché una Porsche ha quel prezzo. Quando la condivisione tecnica riguarda segmenti di volume, il cliente guarda spazio, dotazioni e cifra finale, e il meccanismo regge senza attriti. Nel mondo delle supercar i criteri cambiano radicalmente: contano esclusività, unicità tecnica, riconoscibilità del progetto. Chi mette sul tavolo somme di quel livello cerca qualcosa che non si trovi altrove, con la firma ingegneristica del costruttore ben visibile.

Precedenti dentro il Gruppo Volkswagen ce ne sono, e non tutti incoraggianti. La condivisione spinta delle piattaforme ha prodotto negli anni sovrapposizioni tra marchi e un progressivo appiattimento delle differenze, con conseguenze industriali che oggi sono evidenti. Trasferire lo stesso schema nella fascia altissima espone a un rischio di percezione diverso e forse più insidioso.

Va anche detto che una vettura così avrebbe comunque fondamenta tecniche di primissimo livello, e che il costruttore potrebbe lavorare in profondità su telaio, tarature, aerodinamica e carattere del motore, come già accaduto in altre esperienze di piattaforme condivise. La misura del risultato dipenderà dalla profondità di quella rielaborazione, cioè da quanto di quel progetto risulterà davvero Porsche una volta al volante e non soltanto sul cofano.

Sonderwunsch, serie speciali e il ruolo della 911

C’è poi un elemento che rende il quadro meno lineare. Nello stesso periodo il programma Sonderwunsch, dedicato alle personalizzazioni su richiesta, viene rafforzato in modo deciso, con un aumento sensibile della capacità produttiva. Il programma è indicato tra le principali leve di profitto per il futuro. Le serie speciali costruite sulla 911 GT3 vanno nella stessa direzione: 100 Jahre Nürburgring, Bergsport e S/C puntano su tirature ridotte e forte caratterizzazione. Una strategia tutta giocata sull’esclusività, che dovrà convivere con una supercar impostata invece sulla condivisione dei componenti.

Un punto, invece, non è in discussione. La 911 resterà il centro della gamma e non passerà all’alimentazione elettrica. Rimane il riferimento identitario del marchio, il modello attorno al quale ruota tutto il resto. La decisione sulla nuova supercar racconterà molto di come Zuffenhausen intende tenere insieme due esigenze legittime e non sempre allineate, la sostenibilità economica del progetto industriale e la distintività del prodotto. Il verdetto del consiglio di sorveglianza è atteso a breve.

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