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Polizia Postale: aggiornare i dispositivi protegge i tuoi dati

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La Polizia Postale si unisce al coro degli esperti di sicurezza informatica e ribadisce un consiglio tanto semplice quanto spesso ignorato: per proteggere i dati personali bisogna aggiornare con regolarità i dispositivi che si usano ogni giorno. Bastano pochi minuti di attesa e un riavvio, eppure quel piccolo gesto pesa moltissimo sulla sicurezza e sulla privacy di chiunque abbia uno smartphone, un tablet o un computer. Gli agenti mettono in guardia anche da altre abitudini rischiose, perché un aggiornamento rimandato, una password condivisa o un dispositivo sconosciuto collegato al proprio account possono diventare una porta aperta verso le informazioni più delicate.

Il motivo è chiaro e la Polizia Postale lo spiega senza giri di parole. Un apparecchio non aggiornato può nascondere vulnerabilità che i malintenzionati sono in grado di sfruttare per entrare nei dati e negli account delle vittime, e in certi casi perfino per prendere il controllo del dispositivo senza che il proprietario se ne renda conto. Non si tratta di uno scenario teorico, visto che è proprio quello che sta accadendo in questi giorni a chi non ha ancora installato gli ultimi aggiornamenti di Windows.

Polizia Postale e lo spazio che manca per aggiornare

Capita spesso che un aggiornamento venga saltato non per pigrizia ma per un ostacolo concreto. Secondo la Polizia Postale uno dei problemi più frequenti è la mancanza di spazio di archiviazione sufficiente per scaricare e installare il pacchetto. Gli smartphone economici o un po’ datati, del resto, offrono memorie ridotte che faticano a stare al passo con le dimensioni sempre più generose dei sistemi operativi e delle app.

L’indicazione degli esperti è quella di liberare lo spazio necessario e procedere appena possibile con l’aggiornamento del sistema operativo e delle applicazioni in uso. Per farlo si possono mettere al sicuro foto, documenti e file importanti con un backup sul computer oppure su un altro supporto affidabile. Alcuni smartphone e tablet, anche se ormai sono sempre meno, permettono inoltre di inserire una microSD per ampliare la memoria disponibile e risolvere il problema alla radice.

Le buone pratiche suggerite per restare al sicuro

Oltre agli aggiornamenti, la Polizia Postale ha stilato un piccolo elenco di accorgimenti utili per proteggere i propri dispositivi. Il primo riguarda il controllo periodico degli accessi agli account. Conviene entrare nelle impostazioni di sicurezza delle app di messaggistica, dei social network e della posta elettronica per verificare chi può accedere al profilo, scollegando poi gli apparecchi che non si riconoscono o che non si usano più.

Altrettanto importante è accertarsi che il numero di telefono e l’indirizzo email indicati per il recupero dell’account appartengano davvero al titolare. Se durante la verifica spuntano recapiti estranei la cosa giusta da fare è cambiare subito la password e passare in rassegna gli accessi recenti, rimuovendo quelli provenienti da dispositivi sconosciuti.

C’è poi un’abitudine molto diffusa che gli agenti sconsigliano con decisione, ovvero usare una chat con sé stessi come deposito veloce per foto di documenti, password, codici e altre informazioni sensibili. Sembra comodo ma non è affatto un archivio sicuro. Chiunque riuscisse a entrare nel dispositivo o nell’account troverebbe infatti tutto quello che cerca già pronto e senza alcuna fatica.

L’ultimo consiglio riguarda un vero e proprio check della privacy delle applicazioni. La Polizia Postale suggerisce di rivedere ogni tanto le impostazioni di chat, social network, posta elettronica e altri servizi di comunicazione, limitando ciò che gli sconosciuti possono vedere e controllando quali dispositivi e quali app hanno accesso ai propri profili.

Fonte: TecnoAndroid

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