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Dopo sei anni di carriera e circa 200.000 esemplari venduti, Polestar 2 esce di produzione nello stabilimento cinese di Luqiao. Si chiude così il percorso della fastback elettrica che ha segnato l’inizio della produzione in serie per il marchio svedese, mentre il modello che ne prenderà il posto è atteso nei primi mesi del 2027.
La notizia è emersa quando Polestar ha smesso di accettare ordini di fabbrica per la sua elettrica più venduta in Norvegia e in Svezia, cioè il mercato di casa. Chi la desidera può però ancora acquistarla, perché l’azienda dispone di scorte sufficienti per soddisfare la domanda fino all’arrivo della nuova generazione. La storica rivale di Tesla Model 3 non sparirà quindi dai concessionari da un giorno all’altro.
Per la casa svedese si tratta di un passaggio delicato. La berlina che ha costruito l’immagine del brand lascia il campo a un’erede chiamata a portare i volumi di vendita su un livello decisamente più alto.
I numeri di Polestar 2 e un mercato molto più affollato
L’impatto della 2 sui conti dell’azienda è stato notevole. A febbraio di quest’anno erano già state superate le 190.000 unità vendute nel mondo dal debutto commerciale, avvenuto a metà del 2020. Il mercato più importante si è rivelato il Regno Unito, dove sono stati consegnati circa 40.000 esemplari. Oggi però, nelle classifiche di vendita del costruttore, la fastback è stata scavalcata dal più recente crossover Polestar 4.
Quando arrivò sul mercato, Polestar 2 nasceva come alternativa diretta a Tesla Model 3. In questi anni il segmento delle berline elettriche premium di medie dimensioni è cresciuto parecchio e lo scenario è cambiato in modo sensibile. La nuova vettura dovrà vedersela con una lunga lista di concorrenti, sia firmati da marchi storici come la futura BMW i3 elettrica e la Mercedes Classe C, sia proposti da costruttori cinesi emergenti come BYD Seal.
Le ambizioni non mancano. Con la prossima generazione Polestar punta a raggiungere quota 100.000 vendite annuali entro la fine del decennio. Un traguardo impegnativo, se si considera che per il 2025 le stime si fermavano a circa 60.000 unità.
Cosa si sa della nuova generazione
Il linguaggio stilistico della nuova berlina, e del futuro crossover Polestar 7, verrà anticipato dalla concept car Formula 2030. A guidare il design del progetto c’è Philipp Römers, che punta a un’evoluzione audace piuttosto che a una frattura netta con il passato. L’idea è conservare gli elementi che meglio rappresentano l’identità estetica del marchio, senza stravolgere ciò che il pubblico ha imparato a riconoscere.
Sulla stessa linea l’amministratore delegato Michael Lohscheller, secondo cui il nuovo modello manterrà tutti i punti di forza dell’attuale 2, intervenendo però sugli aspetti finora meno riusciti. La produzione resterà in Cina, mentre non c’è ancora chiarezza sulla base tecnica che verrà adottata.
La questione della piattaforma è tutt’altro che secondaria. Il modello uscente poggia sull’architettura CMA di Geely, la stessa di Volvo XC40, progettata per accogliere sia motori termici sia propulsori a batteria. Polestar 4 utilizza invece la Sustainable Experience Architecture, nota come SEA, una piattaforma Geely sviluppata fin dall’origine per i veicoli elettrici, ed è proprio questa differenza ad alimentare i dubbi sulla scelta che verrà fatta per la nuova Polestar 2.
Fonte: TecnoAndroid


