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Anthropic, ricavi a 15 miliardi ma il calcolo costa il 58%

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I nuovi conti di Anthropic, la società che sviluppa Claude e che si prepara alla quotazione in Borsa, mostrano con estrema chiarezza il paradosso che oggi accompagna l’intero settore dell’intelligenza artificiale. Da una parte ci sono ricavi da record, cresciuti a una velocità che pochi comparti possono vantare. Dall’altra c’è una voce di spesa che continua a gonfiarsi e che finisce per frenare i profitti, quella legata ai costi dell’AI e alle infrastrutture necessarie per farla funzionare.

Non è un caso che si parli sempre più spesso di una possibile bolla attorno a questa tecnologia. Il tema compare con regolarità sulle testate specializzate ma ormai anche su quelle generaliste, e le ragioni dietro questo clima di allarme sono diverse. Una però spicca su tutte. Le aziende del comparto incassano cifre impressionanti, eppure i bilanci restano appesantiti da spese enormi. E il meccanismo è piuttosto semplice da capire. Più aumentano gli utenti, più servono server, acceleratori e infrastrutture in grado di reggere milioni di richieste ogni giorno.

I numeri di Anthropic nel terzo trimestre 2026

Proprio i risultati finanziari della società di Claude offrono un esempio concreto di questa dinamica. Nel terzo trimestre del 2026 Anthropic ha messo a segno ricavi per circa 15,1 miliardi di euro, contro i 10,2 miliardi registrati nei tre mesi precedenti. Parliamo quindi di quasi cinque miliardi in più nel giro di un solo trimestre, una crescita che ha davvero dell’eccezionale e che racconta quanto la domanda di servizi basati sull’intelligenza artificiale stia correndo.

Il quadro però cambia parecchio quando si guarda all’altra colonna del bilancio. Il costo delle infrastrutture di calcolo ha toccato circa 8,8 miliardi di euro in appena tre mesi. Una cifra che da sola si è mangiata il 58% del fatturato complessivo dell’azienda. Detto in altre parole, oltre metà di quanto incassato è stato immediatamente reinvestito per mantenere in piedi la macchina che alimenta Claude e gli altri servizi della compagnia.

Perché la potenza computazionale pesa così tanto sui conti

A rendere il dato ancora più significativo è il confronto con il periodo precedente. Nel secondo trimestre la stessa quota si fermava al 48%, quindi in pochi mesi l’incidenza della potenza computazionale sui ricavi è salita di dieci punti. Facendo due conti, sui 10,2 miliardi incassati allora la spesa per il calcolo si aggirava intorno ai 4,9 miliardi. Ora quella stessa voce è quasi raddoppiata, e soprattutto è cresciuta più in fretta del fatturato.

Il motivo va cercato proprio nella natura di questi servizi. Ogni nuovo utente che si affida a un assistente come Claude porta con sé richieste da elaborare, e ogni richiesta ha bisogno di hardware dedicato, energia e capacità di elaborazione. Così l’espansione della base di utenti, che in teoria dovrebbe essere solo una buona notizia, si traduce anche in una corsa continua verso nuovi data center e nuovi acceleratori. Per Anthropic questo significa che oggi, su ogni 100 euro incassati, ben 58 vengono spesi soltanto per la potenza di calcolo e per le infrastrutture che la rendono possibile.

Fonte: TecnoAndroid

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