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Alfa Romeo 33 Stradale sparita: venduta a 10 euro, vale 30 milioni

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Una Alfa Romeo 33 Stradale svanita nel nulla, un passaggio di proprietà da 10 euro e un valore stimato attorno ai 30 milioni: la vicenda è finita sul tavolo della Procura di Milano e adesso anche sulla scrivania del Ministero della Cultura. Al centro c’è una delle automobili più rare mai costruite dal Biscione, custodita per decenni sotto un telo in un garage specializzato, appartenente a un amico dello storico proprietario. Un collezionista che l’aveva tenuta con sé per una vita intera, senza mai pensare di separarsene.

Tutto si muove dopo la morte del proprietario. Gli eredi, secondo la ricostruzione dei legali che li assistono, gli avvocati campani Sergio e Angelo Pisani, sarebbero stati raggirati e costretti a cedere la vettura in un clima di tensione fortissima, tra telefonate insistenti, pressioni continue e la minaccia di cause milionarie. Alla fine la firma è arrivata, per una somma simbolica di 10 euro. Poco dopo la supercar è stata cancellata dal Pubblico registro automobilistico e trasferita all’estero. Sparita dai radar in tempi record.

La pista francese e la richiesta al Ministro

Dalle verifiche condotte dai legali della famiglia è emerso che l’auto potrebbe trovarsi in Francia. Da qui l’appello diretto al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, per un intervento immediato, anche attraverso un canale di dialogo con le autorità transalpine, così da capire se la fuoriserie milanese sia davvero oltralpe. Il nodo, però, non è soltanto geografico. Gli avvocati Pisani hanno sollevato un interrogativo che pesa parecchio: come è stato possibile portare fuori dai confini un bene di tale rilevanza storico e culturale senza un regolare provvedimento di libera circolazione?

La richiesta formale parla di “ogni verifica necessaria per accertare se l’espatrio dell’Alfa Romeo fuoriserie sia avvenuto nel rispetto delle norme poste a tutela dei beni culturali e del patrimonio automobilistico storico italiano”. E, nel caso in cui la vettura risulti effettivamente sottoposta a tutela, i due legali chiedono di chiarire “con quali documenti sia uscita dall’Italia, quando e attraverso quali procedure”. La proprietà, sempre secondo la loro ricostruzione, sarebbe passata di mano attraverso atti che la famiglia del defunto contesta apertamente, ritenuti simulati e maturati sotto pressione.

Il quadro resta pieno di zone d’ombra. Gli eredi, presi dal panico, hanno sottovalutato la portata dell’operazione di vendita e quando hanno capito la gravità della situazione i tempi erano già scaduti. Dopo la denuncia depositata a Milano le indagini sono partite, ma rintracciare l’automobile non sarà semplice.

Diciotto esemplari e un motore da corsa

Se la 33 Stradale girasse davvero su strada difficilmente passerebbe inosservata, perché monta lo stesso propulsore della Tipo 33 da competizione, un 8 cilindri a V di 90 gradi da 1995 cm³, con alesaggio di 78 mm e corsa di 52,2 mm. Numeri da vettura nata per le piste, infilati sotto una carrozzeria che ancora oggi viene considerata tra le più belle di sempre.

Gli esemplari costruiti tra il 1967 e il 1969 sono stati soltanto 18. Il progetto porta la firma di Franco Scaglione, designer geniale, sviluppato insieme alla Carrozzeria Marazzi, e il risultato è diventato uno dei simboli più riconoscibili del Made in Italy su quattro ruote. Un rapporto peso/potenza da manuale e proporzioni che hanno fatto scuola, tanto che quelle linee hanno poi ispirato i designer Alfa Romeo nella realizzazione di una versione moderna, prodotta anch’essa in tiratura limitatissima, 33 unità in tutto. Ora la partita si gioca su due fronti paralleli, quello penale davanti alla Procura di Milano e quello amministrativo legato alla tutela del patrimonio culturale, con la Francia come possibile destinazione finale di una delle Alfa Romeo più preziose al mondo.

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