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PHP2Shell, la falla critica di PHP scoperta con l’aiuto dell’IA

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Una falla critica nel software Php sta mettendo in allarme amministratori di sistema e istituzioni in mezza Europa, perché il linguaggio su cui poggia circa il 70% dei siti web nel mondo si è rivelato esposto a un difetto capace di aprire le porte dei server agli hacker. Chi riesce a sfruttarlo può eseguire codice malevolo, sottrarre informazioni e colpire direttamente gli utenti che navigano sulle pagine compromesse. La vulnerabilità porta già un nome, PHP2Shell, ed è venuta a galla grazie al lavoro di alcuni ricercatori di sicurezza che si sono fatti aiutare dall’intelligenza artificiale per scovarla.

Un difetto nella gestione della memoria che si sfrutta in pochi secondi

Il cuore del problema sta nella gestione della memoria, cioè nel modo in cui il software organizza e utilizza lo spazio a disposizione mentre lavora. Proprio lì si nasconde il punto debole che, in certi casi, può essere sfruttato in una manciata di secondi per far girare programmi non autorizzati sui server vulnerabili. Basta poco insomma per trasformare una macchina apparentemente sicura in uno strumento nelle mani di chi attacca.

Non sorprende quindi che gli amministratori si siano messi subito al lavoro per aggiornare i propri sistemi. Alcuni hanno preferito una scelta più drastica e hanno scollegato temporaneamente le piattaforme dalla rete, almeno finché la situazione non fosse sotto controllo. Secondo un esperto si tratta della falla più grave con cui Php abbia dovuto fare i conti in oltre un decennio. Per trovare qualcosa di paragonabile bisogna tornare ai tempi di Heartbleed, il bug che scatenò una corsa globale per mettere al sicuro centinaia di migliaia di server.

La corsa contro il tempo tra patch e attacchi

Il rilascio delle correzioni non chiude affatto la partita, anzi la rende ancora più tesa. Da una parte c’è chi gestisce i sistemi e deve testare e installare le patch il prima possibile. Dall’altra ci sono gli hacker, che possono studiare quelle stesse correzioni per capire esattamente dove colpire e come sfruttare la vulnerabilità. È una gara di velocità in cui ogni ora conta.

Ed è qui che l’intelligenza artificiale cambia di nuovo le carte in tavola. Lo stesso strumento che ha aiutato a individuare il difetto rischia di accelerare in modo drastico anche il lavoro di chi vuole approfittarne, riducendo il margine di tempo per rafforzare le difese. Thai Duong, amministratore delegato di Calif, la società di sicurezza che ha contribuito a scoprire il problema, lo ha detto senza giri di parole. «Qualcuno su Twitter potrebbe prendere le correzioni, farle analizzare dall’AI e pubblicare un programma per sfruttare la falla» ha avvertito, aggiungendo che «in quel caso si scatenerebbe il caos».

Dai Paesi Bassi alla Finlandia, i servizi sospesi in Europa

Gli effetti si vedono già in diversi Paesi europei, dove vari servizi digitali hanno segnalato disservizi o adottato misure precauzionali. Amazon ha rilevato tentativi di sfruttamento della vulnerabilità, anche se i suoi siti continuano a funzionare regolarmente. Nei Paesi Bassi invece un sito governativo è risultato fuori servizio, mentre un’altra agenzia specializzata in sicurezza informatica ha sospeso per un periodo le proprie attività online prima di ripristinarle.

In Danimarca l’azienda informatica Kombit ha disattivato diversi servizi, tra cui la piattaforma nazionale di comunicazione scolastica. Anche la Finlandia ha chiuso temporaneamente i propri servizi web pubblici, poi rimessi in funzione, e Wikipedia ha rimosso alcune sezioni del sito. Dall’altra parte dell’Atlantico la Casa Bianca ha fatto sapere che le agenzie federali stanno collaborando con i principali laboratori di intelligenza artificiale per accelerare la soluzione del problema.

Fonte: TecnoAndroid

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