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Patente sospesa a una mamma per il cellulare allo Stop

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Una semplice occhiata al telefono mentre l’auto era ferma allo Stop è costata la patente a una madre di tre figli in provincia di Reggio Emilia. Le forze dell’ordine l’hanno sorpresa con lo smartphone in mano e hanno disposto la sospensione della patente, riaccendendo il dibattito sulle regole contro le distrazioni al volante che valgono anche a vettura ferma. La donna stava leggendo un messaggio del marito per avvisarlo del suo rientro a casa. È un gesto che moltissimi automobilisti compiono senza pensarci troppo, ma che la legge considera a tutti gli effetti un comportamento pericoloso.

Una famiglia di montagna rimasta senza auto

Dietro il provvedimento c’è una storia familiare tutt’altro che semplice. La famiglia vive a Marola, frazione del comune di Carpineti nell’Appennino Reggiano, a circa 30 chilometri dal capoluogo. Una delle bambine, che ha tre anni, è nata con la sindrome di Down e deve raggiungere spesso Reggio Emilia per seguire cicli di logopedia e riabilitazione.

In una zona di montagna dove i mezzi pubblici passano di rado, restare senza macchina significa ritrovarsi praticamente bloccati. Il padre ha raccontato di essere stato costretto a prendere giorni di ferie dal lavoro per poter accudire i tre figli. Secondo lui gli agenti avrebbero applicato la norma in modo inflessibile, scegliendo la sanzione più severa prevista senza tenere conto dello stato di necessità in cui si trova la famiglia.

Cosa prevede l’articolo 173 e quanto costa la distrazione

Sul piano giuridico però l’intervento delle forze dell’ordine poggia su basi solide. L’articolo 173 del Codice della Strada vieta in modo netto l’uso di cellulari e dispositivi simili durante la marcia quando costringono il conducente a staccare le mani dal volante, anche solo per pochi istanti. Una regola che in futuro potrebbe essere estesa anche ai pedoni.

Il punto che molti ignorano riguarda proprio le soste brevi. Giurisprudenza e disciplina del traffico equiparano la fermata temporanea a uno Stop o al semaforo rosso alla marcia vera e propria, perché chi guida si trova ancora dentro il flusso della circolazione e deve restare pienamente concentrato sulla strada. Il fatto che l’auto non si muova non basta quindi a rendere lecito il gesto.

Con le recenti modifiche il quadro delle sanzioni si è fatto ancora più pesante. Già alla prima violazione scattano una multa da 250 a 1.000 euro, la perdita di 5 punti e la sospensione della patente da 15 giorni a due mesi. A questa può aggiungersi la sospensione breve se il saldo punti residuo scende sotto quota 20. Per chi ricade nello stesso errore entro due anni la multa sale fino a 1.400 euro, i punti tolti diventano 10 e il documento di guida viene sospeso da uno a tre mesi.

Fonte: TecnoAndroid

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