I display tornano al centro della strategia di OnePlus, e stavolta con numeri che fanno alzare più di un sopracciglio. Il produttore cinese ha deciso di puntare tutto sulla fluidità degli schermi per distinguersi in un mercato Android dove la concorrenza è tanta e agguerrita. La conferma arriva dal leaker cinese Smart Pikachu, che parla di pannelli con refresh rate a 185 Hz, una soglia che nessuno smartphone ha ancora toccato. E non finisce qui, perché ci sono due dettagli che rendono la cosa ancora più interessante.
Il primo riguarda la diffusione di questa tecnologia. OnePlus non vorrebbe limitarla ai soli top di gamma, ma estenderla anche ai modelli di fascia media. Una scelta che, se confermata, cambierebbe parecchio le carte in tavola per chi cerca uno smartphone fluido senza spendere cifre da capogiro. Il secondo dettaglio guarda invece più avanti nel tempo. L’azienda starebbe già lavorando a un ulteriore salto, sperimentando pannelli da 240 Hz. Tradotto, questa strategia aggressiva sui display non è una mossa isolata di una sola generazione, ma sembra destinata a guidare le uscite dei prossimi anni.
OnePlus 16 e 16R in prima linea
A fare da apripista dovrebbe essere OnePlus 16, il prossimo flagship del marchio. Stando alle informazioni trapelate, sarebbe tra i primi a montare un display a 185 Hz, e non un pannello qualsiasi. Si parlerebbe di un’unità BOE da 6,78 pollici, con una particolarità che salta subito all’occhio, ovvero cornici ridottissime, inferiori al millimetro su tutti i lati. Una scelta tecnica che ha un obiettivo preciso, cioè aumentare il rapporto tra schermo e superficie totale del telefono senza far lievitare le dimensioni complessive.
In pratica, lo smartphone resterebbe maneggevole come prima, ma con una porzione di vetro ancora più ampia da usare. Un effetto che, sulla carta, promette un colpo d’occhio notevole. Insieme a OnePlus 16 ci sarebbe anche OnePlus 16R, il modello pensato per chi vuole prestazioni elevate spendendo qualcosa in meno. Anche questo dovrebbe beneficiare dello stesso approccio sul fronte del display, segno che la casa cinese vuole far percepire la differenza non solo sui prodotti più costosi.
Una scommessa sulla fluidità
Quello che emerge è una direzione abbastanza chiara. Mentre buona parte dei concorrenti continua a giocarsi la partita su fotocamere e potenza pura, OnePlus ha scelto un terreno diverso su cui costruire la propria identità. Puntare sulla fluidità degli schermi significa offrire un’esperienza d’uso che si percepisce ogni volta che si scorre una pagina o si apre un’app, anche nelle operazioni più banali.
Il passaggio da 185 Hz a 240 Hz, poi, racconta di un’azienda che non vuole accontentarsi del primato momentaneo. Anticipare la concorrenza una sola volta serve a poco se gli altri recuperano in fretta. Tenere il piede sull’acceleratore per più generazioni, invece, è il modo in cui un marchio prova a trasformare una caratteristica tecnica in un vero tratto distintivo. Per ora si tratta di indiscrezioni, ma il quadro che si compone attorno a OnePlus 16 e OnePlus 16R lascia intendere che la partita dei display sia appena cominciata.