Con 264 milioni di dollari incassati nel primo fine settimana di programmazione, l’Odissea di Christopher Nolan ha già dato una risposta netta a chi immaginava un mezzo passo falso. In Italia il debutto ha portato 7,5 milioni di euro, e stando al comunicato ufficiale di Universal Pictures questo è soltanto l’inizio. Non male, per un film che partiva con più di qualche interrogativo sulle spalle.
Qualcuno era convinto che il regista di Interstellar e Oppenheimer potesse rimetterci le penne nel confronto con il poema omerico. Dopotutto ci aveva già portato nello spazio a guardare dentro un buco nero e a fare i conti con i dilemmi etici racchiusi nel nucleo dell’atomica, sfide mica banali. E invece eccolo qui, con il suo miglior esordio al cinema dai tempi de Il cavaliere oscuro Il ritorno, che risale addirittura al 2012. Un ritorno in grande stile, insomma.
Costi già rientrati e un cast da prima pagina
I numeri parlano chiaro. I costi di produzione, pari a 250 milioni di dollari, sono già stati recuperati per intero. Da qui in avanti sarà tutta moneta sonante, margine di guadagno che finisce dritto nelle casse di produttori e distributori. Le premesse, del resto, erano ottime fin dall’inizio, a partire dal cast messo insieme: Matt Damon, Tom Holland, Anne Hathaway, Robert Pattinson, Charlize Theron e Zendaya. Roba pesante.
E pazienza se qualcuno aveva storto il naso davanti alle armature mostrate nei primi trailer o per la scelta di alcuni interpreti. Il botteghino ha spazzato via ogni polemica in un colpo solo. La storia è quella scritta quasi tre millenni fa, ripresa da Nolan con fedeltà nei suoi eventi principali, anche se con qualche libertà creativa soprattutto sul piano della narrazione. Come da tradizione, il regista gioca ancora una volta col tempo, raccontando i fatti in modo non lineare e tenendo lo spettatore inchiodato alla poltrona per quasi tre ore.
Un film fuori dal coro nell’era dei reel
Coerenza pura con la sua cifra stilistica, così come lo è la fedeltà al formato IMAX. Due scelte che oggi suonano quasi come anomalie, adesso che il tempo medio di attenzione è quello di un reel sui social e gli occhi si sono abituati alla diagonale di un piccolo display. Nolan tira dritto per la sua strada, e a quanto pare paga.
Odissea è destinata a far sentire la sua voce agli Oscar del prossimo anno, dimostrando che si può realizzare un film moderno pescando dal passato. Che non serve per forza giocare coi cliché o strizzare l’occhio ai gusti mainstream per riempire le sale, pure nell’era dello streaming. E c’è dentro anche un pezzetto d’Italia. Il regista ha infatti scelto di ambientare alcune riprese a Favignana, nell’arcipelago siciliano delle Egadi, poi alle Eolie e sul litorale di Ostia.