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Ig Nobel 2026, dal bacio al latte di scarafaggio: i premi

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Gli Ig Nobel 2026 hanno premiato anche quest’anno le ricerche scientifiche più improbabili del pianeta, quelle che prima strappano una risata e poi, a pensarci bene, lasciano qualcosa. È il motto stesso del premio, organizzato dall’associazione Improbable Research dal 1991 come parodia dei Nobel veri, con un obiettivo che poi tanto scherzoso non è: mostrare che la scienza ha un lato comico anche quando prova a rispondere a domande serissime. La cerimonia si è svolta a Zurigo, in Svizzera, e ha riconosciuto dieci studi che vanno dal tentativo di definire scientificamente cosa sia un bacio fino a un esperimento con mutande di cotone sepolte nel terreno.

Partiamo proprio dal bacio, che si è aggiudicato l’Ig Nobel per la biomeccanica. Un gruppo di ricercatori ha deciso che serviva una definizione valida per tutti gli animali, non solo per gli esseri umani. Adesso esiste: un bacio è “un’interazione non agonistica che implica contatto orale-orale intraspecifico diretto, con un certo movimento delle labbra o degli apparati boccali e senza trasferimento di cibo”. Applausi.

Soldi, cimici e il modo giusto di soffiarsi il naso

L’Ig Nobel per l’economia è andato a Higher social class predicts increased unethical behavior, sette esperimenti costruiti per capire se la posizione socioeconomica abbia a che fare con i comportamenti poco etici. Cose concrete: violare le regole al volante, non dare la precedenza, imbrogliare, addirittura prendere caramelle destinate ai bambini. I risultati suggeriscono che le persone di classe sociale più alta mostrano in media una tendenza maggiore a mettere davanti il proprio interesse.

Nella chimica ha vinto il latte di scarafaggio, che no, non è una battuta. Un team ha analizzato i cristalli che si formano dentro gli embrioni della cucaracha Diploptera punctata. Vengono da una sostanza prodotta dalla madre per nutrire i piccoli e concentrano proteine, grassi e zuccheri in una forma estremamente energetica. La domanda dietro lo studio era tecnica: come fanno quei cristalli a stipare così tanti nutrienti in uno spazio così piccolo.

Il premio per la medicina è probabilmente il più toccante di tutto il gruppo, per la storia che porta con sé. È un riconoscimento postumo allo scienziato Unno Tokuji, che ha passato i suoi ultimi anni a studiare il modo corretto di soffiarsi il naso. Ha analizzato aerodinamica, volume della respirazione nasale, pressione esercitata sulle orecchie. La conclusione: quando una narice è più ostruita dell’altra conviene soffiare una narice per volta, con un’espirazione lunga e piuttosto forte, non con un soffio breve e debole.

Serpenti pestati, orinatoi senza schizzi e zanzare stampanti

Per la biologia, i ricercatori volevano capire cosa spinge un serpente al morso difensivo. Così, con uno stivale e in modo controllato, hanno premuto varie parti del corpo di esemplari di Bothrops jararaca, tra i più velenosi del Sud America. Calpestare la testa porta a una probabilità di morso del 44%, premere il corpo scende al 20%, la coda si ferma all’11%. Informazione da tenere a mente, in caso.

La fisica ha premiato Splash-free urinals for global sustainability and accessibility, dove esperimenti e modelli matematici raccontano come rimbalza un getto di liquido quando colpisce un orinatoio. Riducendo l’angolo di impatto gli schizzi calano parecchio, e su questo principio sono nati alcuni prototipi. Le scarpe ringraziano.

Nella tecnologia, la proboscide delle zanzare è diventata un ago per stampanti 3D. Sembra assurdo usarla come ugello, ma lo studio cercava principi utili per sviluppare nuovi strumenti di precisione, partendo dal presupposto che l’evoluzione aveva già trovato una buona soluzione.

Poi c’è l’olfatto, con Babies Smell Wonderful to Their Parents, Teenagers Do Not: i genitori giudicano gradevole l’odore dei bambini piccoli e molto meno quello degli adolescenti. Il team sostiene che l’olfatto abbia un ruolo sottovalutato nella comunicazione familiare e nel rafforzamento del legame.

L’Ig Nobel per la pace riguarda gli amici. Attraverso questionari sul comportamento ideale di un compagno verso di noi, verso uno sconosciuto e verso un nemico, è emerso che molti preferiscono un amico gentile con loro ma crudele con i propri nemici. L’amico perfetto, insomma, non è necessariamente una brava persona in assoluto.

Chiude la scienza del suolo: circa mille partecipanti hanno sepolto mutande di cotone e sono tornati dopo un po’ a controllare quanto si fossero decomposte. Più buchi, più attività biologica. Lo studio ha usato la degradazione del tessuto come segnale visibile dei microrganismi che scompongono la cellulosa, cercando un metodo economico per valutare la salute dei terreni agricoli.

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