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Brendan Fraser a 57 anni parla di sé con una serenità che dieci anni fa sarebbe stata impensabile, e lo fa con una frase che vale come riassunto di un’intera carriera: “Avevo tutto da dimostrare. Ce l’avevo. Voglio dire, sapevo di essere un attore capace”. Il passaggio arriva dalla conversazione con Dwayne Johnson per Actors on Actors, e racconta il modo in cui l’attore guarda oggi al proprio mestiere dopo l’esperienza di The Whale.
Chi ha vissuto gli anni Novanta e i primi Duemila davanti a uno schermo se lo ricorda benissimo. Alto, bello, capelli scuri, quel tipo di presenza che i produttori si contendevano. Era il capitano Rick O’Connell della saga de La Mummia, era George re della giungla, era il volto simpatico e affidabile che al botteghino non sbagliava un colpo. Poi, semplicemente, i ruoli hanno smesso di arrivare.
Gli anni difficili e il ritorno con The Whale
All’inizio del decennio 2010 si accumulano flop al cinema e problemi personali pesanti, tra cui l’aggressione sessuale subita nel 2003 da Philip Berk, all’epoca presidente dell’Associazione della stampa estera di Hollywood. Fraser sparisce quasi del tutto dal grande schermo. Continua a lavorare, questo sì, in serie come The Affair tra il 2016 e il 2017 e Trust nel 2018, ma la traiettoria da grande star hollywoodiana che sembrava scritta si interrompe.
Il ritorno vero arriva nel 2022 con il dramma di Darren Aronofsky, La balena. Fraser interpreta un professore universitario affetto da obesità patologica che prova a ricostruire il rapporto con la figlia. Un ruolo che gli vale l’Oscar e il riconoscimento pieno di pubblico, critica e industria. E che, a sentire lui, ha significato anche qualcosa di più personale, una specie di riscatto. Il film viene girato in piena emergenza da coronavirus, durante il confinamento. L’attore decide di andare fino in fondo, di consegnarsi completamente al progetto e al personaggio. Quel dono totale di sé, seguito dall’accoglienza dell’industria, ha fatto cadere il peso che si portava dietro da decenni.
“Non ho più niente da dimostrare, ma ho più fame di prima”
Le parole con cui lo racconta sono queste: “Sento che… non ho niente da dimostrare. In un certo senso, adesso no. Ma questo non vuol dire che mi lascerò semplicemente trasportare… Semmai, sento di dover lavorare con più fame. È così che mi sento”.
Il punto interessante è che la consapevolezza tecnica non gli era mai mancata. Sapeva di essere un attore formato, sapeva cosa poteva fare davanti a una macchina da presa. Il problema erano gli ostacoli accumulati lungo la strada, quelli che lui stesso definisce buche nel percorso. Gli strascichi fisici lasciati da anni di cinema d’azione, uno stallo professionale che non accennava a sbloccarsi, e soprattutto il modo in cui il pubblico continuava a inquadrarlo. Tutto questo lo ha costretto per decenni a lavorare con la sensazione costante di dover provare qualcosa a qualcuno.
Il capitano O’Connell torna nel 2027
Adesso Brendan Fraser prepara il rientro nei panni del capitano Rick O’Connell per La Mummia 4. La saga d’avventura tornerà nelle sale nel 2027 con i suoi protagonisti originali, il che significa che accanto a Fraser ci sarà anche Rachel Weisz. Una simmetria curiosa, se si pensa che proprio quella saga aveva contribuito a costruire l’immagine da cui l’attore ha impiegato vent’anni a smarcarsi. Solo che stavolta ci arriva dopo un Oscar, con la statuetta alle spalle e senza più nulla da dimostrare a nessuno, se non a se stesso.








