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Occhiali AI, Norvegia verso lo stop in spiagge, parchi e scuole

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La Norvegia potrebbe diventare il primo paese al mondo a dotarsi di una legge che vieta di indossare gli occhiali AI in alcuni luoghi pubblici. L’iniziativa arriva dopo mesi di proteste crescenti contro l’uso indiscriminato degli smart glass di Meta, accusati di mettere a rischio la privacy di chiunque si trovi nel raggio della loro fotocamera. Una strada simile era stata tentata anche in California, dove però il Governatore ha bocciato il provvedimento perché giudicato troppo generico.

Cosa prevede il divieto temporaneo in Norvegia

Il governo norvegese ha annunciato che porterà in Parlamento una proposta di legge per introdurre un divieto temporaneo degli occhiali intelligenti in determinati spazi pubblici. Si parla di spiagge, parchi e scuole, cioè luoghi frequentati da molte persone che di solito non si aspettano di essere riprese. Parallelamente verrà creato un gruppo di esperti con il compito di elaborare regole permanenti valide su tutto il territorio nazionale.

Non si tratta comunque di un bando totale. Gli occhiali AI potranno continuare a essere utilizzati nei contesti in cui non esiste alcun rischio di registrare qualcuno senza il suo consenso. L’obiettivo dichiarato insomma non è eliminare la tecnologia ma tracciare confini chiari su dove e come possa essere impiegata.

A spiegare le ragioni della scelta è stato Torgeir Micaelsen, Ministro della digitalizzazione, che ha espresso la propria preoccupazione per l’arrivo di nuove tecnologie potenti capaci di esporre le persone al rischio di essere fotografate, filmate o registrate a loro insaputa. Secondo il ministro, un divieto temporaneo darà il tempo di svolgere una valutazione approfondita e di avviare un dibattito informato, utile a gettare le basi per una regolamentazione definitiva. “Non vogliamo una società in cui le persone debbano preoccuparsi di registrazioni audio, fotografie e riprese video effettuate di nascosto in luoghi e situazioni in cui sono abituate a non essere sorvegliate” ha aggiunto.

Quali dispositivi sono coinvolti e come ha reagito Meta

Lo stop riguarderà in particolare gli occhiali dotati di fotocamera e microfoni, come Ray Ban Meta e Meta Ray Ban Display. Sono proprio questi i modelli finiti al centro delle polemiche, perché permettono di scattare foto e girare video in modo molto discreto, spesso senza che chi viene inquadrato se ne accorga.

L’azienda di Menlo Park ha risposto alle numerose critiche presentando i Ray Ban Meta Audio, una versione priva di fotocamera pensata evidentemente per chi vuole le funzioni smart senza sollevare sospetti. Nel frattempo anche dal mondo degli sviluppatori è arrivata una contromossa. Qualcuno ha realizzato un’app per iOS in grado di rilevare la presenza di smart glass nelle vicinanze, così da sapere se nei paraggi c’è un dispositivo potenzialmente in grado di registrare.

In Norvegia, del resto, qualcuno si era già mosso prima del governo. Alcune scuole di Oslo e il gruppo energetico Equinor, attivo nel settore del petrolio e del gas, hanno già vietato l’uso di questi occhiali al proprio interno.

Le restrizioni negli altri paesi e il caso California

La Norvegia non è l’unica realtà ad aver posto dei limiti. Altri paesi hanno introdotto divieti circoscritti a luoghi specifici, come ad esempio i tribunali, dove la riservatezza delle persone coinvolte è considerata particolarmente delicata. Nessuno però si era ancora spinto fino a una norma che interessi spazi pubblici così ampi e frequentati.

Il caso più vicino resta quello della California, dove era stata approvata una legge che vietava l’uso degli smart glass per registrare le persone in luoghi pubblici. Il Governatore Gavin Newsom ha però posto il veto e non ha firmato il testo. Il motivo sta nella formulazione stessa della norma, che finiva per coprire tutti i dispositivi di registrazione indossabili con una definizione ritenuta troppo ampia e imprecisa. Il Senato dello stato dovrà ora rimettere mano al testo e modificarlo.

Fonte: TecnoAndroid

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