Gli agenti AI locali arrivano finalmente sulla workstation più potente firmata NVIDIA, la DGX Station, e lo fanno grazie a un pacchetto software che promette di semplificare tutto. La casa di Santa Clara ha infatti reso possibile far girare agenti intelligenti direttamente sulla macchina, senza collegamenti a Internet, attraverso il NVIDIA Agent Toolkit. E la parte interessante è che il setup si completa in appena tre passaggi, con circa mezz’ora di tempo per avere tutto operativo.
Un supercomputer da scrivania per agenti AI davvero potenti
La DGX Station non è un PC come gli altri. Al suo interno batte la GPU GB300 “Blackwell Ultra”, pensata proprio per portare potenza da data center direttamente sulla scrivania. L’idea dietro all’Agent Toolkit è mettere insieme più tecnologie in un’unica soluzione, così da liberare tutta la capacità di calcolo della macchina. Parliamo di uno stack software completo che unisce NVIDIA NemoClaw, Nemotron 3 Ultra e Omniverse.
Grazie alle librerie di Omniverse, gli agenti possono accedere a strumenti e competenze in un ambiente sicuro e completamente locale, senza dover mai uscire dalla rete interna. Chi sviluppa può anche collegare più sistemi tra loro, così da servire più utenti in contemporanea, gestire un numero maggiore di agenti e caricare modelli di dimensioni più grandi.
NVIDIA NemoClaw offre schemi aperti per costruire agenti autonomi su misura, mettendo insieme modello, struttura e runtime come punto di partenza per chi lavora su soluzioni specializzate. Poi c’è Nemotron 3 Ultra, un modello aperto di frontiera da 550 miliardi di parametri, ottimizzato per girare proprio sui sistemi DGX Station GB300. Le librerie Omniverse, invece, estendono le abilità degli agenti verso la simulazione fisica e i flussi di lavoro con asset 3D, uno strumento pensato soprattutto per professionisti creativi e ingegneri.
Hardware da record e collaborazioni con i grandi nomi
Sotto il cofano il quadro tecnico impressiona. Il superchip GB300 Grace Blackwell Ultra porta prestazioni da data center direttamente sul desktop, con fino a 20 petaflops di calcolo AI in FP4 e 748GB di memoria coerente, numeri che permettono di far girare modelli enormi come Nemotron Ultra. A completare il tutto c’è la SuperNIC ConnectX-8, capace di offrire fino a 800GB/s di banda e di collegare fino a due DGX Station per aumentare ancora capacità e potenza.
Un aspetto che farà piacere ai team che lavorano su larga scala riguarda i costi. Con il modello aperto Nemotron 3 Ultra si può sfruttare tutta la potenza dell’hardware senza pensare al prezzo per token, perché l’unica spesa resta l’acquisto della macchina. C’è poi OpenShell, il runtime sicuro open source che tiene gli agenti isolati e sotto controllo, secondo regole ben definite su come interagiscono con strumenti, sistemi e dati.
NVIDIA ha anche pubblicato due nuove guide pratiche per chi sviluppa. La prima spiega come collegare due DGX Station per carichi di lavoro distribuiti, la seconda accompagna passo passo nella configurazione di NemoClaw sulla macchina, con agenti pronti all’uso alimentati da Nemotron Ultra. In più è stato annunciato uno schema per integrare Omniverse nelle librerie, così da preparare scene 3D per i flussi di Physical AI tramite la “RTX Sensor Simulation” di NemoClaw. Sul fronte delle collaborazioni, l’azienda sta lavorando con partner del calibro di Adobe, Blender, Unreal Engine, Epic Games, SideFX, Foundry e Canva per integrare le connessioni MCP, il Model Context Protocol. In pratica gli agenti AI potranno lavorare direttamente dentro gli strumenti dove si costruiscono scene, inquadrature, timeline e montaggi. La DGX Station è già ordinabile attraverso ASUS, Dell, Exxact, Gigabyte, HP, MSI e Supermicro.