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Il progetto, chiamato START (Stirling Technology spAce Research experimenT), si basa su una tecnologia che sfrutta il calore generato da una fonte radioisotopica per produrre elettricità, secondo lo stesso principio del motore Stirling. Questo sistema termico ad alta efficienza, già impiegato in alcuni generatori spaziali, si distingue per la sua semplicità costruttiva e la lunga durata operativa. Dopo aver superato con successo la revisione preliminare del design a settembre, il programma entra ora nella fase più critica, ossia la preparazione per il volo sperimentale.
Energia nucleare nello spazio, la sfida di Intuitive Machines
Secondo Tim Crain, cofondatore e Chief Growth Officer di Intuitive Machines, questo nuovo finanziamento consentirà di trasformare il progetto da prototipo a hardware pronto per l’orbita. Il sistema START sarà presto testato a bordo della Stazione Spaziale Internazionale, dove verrà esposto a radiazioni, cicli termici estremi e microgravità per verificarne la resistenza e la stabilità. L’obiettivo è dimostrare che una tecnologia di conversione nucleare compatta può operare in modo continuo e sicuro nello spazio per anni, offrendo un’alternativa duratura ai sistemi solari tradizionali.
Intuitive Machines non è nuova a imprese di rilievo. Già nel 2024 ha firmato il primo allunaggio statunitense dal programma Apollo 17, con la navicella Nova-C, consolidando la sua posizione come partner strategico della NASA.
Se i test del sistema START avranno successo, Intuitive Machines diventerà la prima società privata al mondo a dimostrare in orbita un reattore nucleare spaziale pronto per l’uso commerciale, aprendo la strada a una nuova era di autonomia energetica per l’esplorazione lunare e interplanetaria.










