Nel 2026, lo spazio potrebbe diventare un ambiente accessibile anche a realtà private. La giovane azienda californiana Vast Space, fondata appena nel 2021, si prepara, infatti, a lanciare Haven-1. Si tratta della prima stazione spaziale commerciale progettata e costruita interamente da una compagnia privata. Il lancio è affidato a un Falcon 9 di SpaceX. Dopo quattro anni di sviluppo, Vast ha completato la struttura principale di Haven-1, avviando le fasi finali di verniciatura e installazione degli elementi interni più delicati. Il modulo pesa circa 14.000 chilogrammi, rendendolo il più massiccio mai lanciato con un Falcon 9. Potrà ospitare quattro astronauti per missioni brevi di dieci giorni, accumulando fino a 160 giorni-astronauta nei tre anni di attività previsti.
Haven-1: ecco i dettagli sul lancio
Vast ha puntato a rendere la stazione spaziale non solo funzionale, ma anche confortevole. Gli interni sono caratterizzati da toni caldi e illuminazione morbida, studiati per ridurre lo stress psicofisico della microgravità. Tra le soluzioni più innovative c’è un sistema di riposo gonfiabile, che simula una lieve sensazione di gravità durante il sonno. A cui si aggiunge un menu sviluppato con la collaborazione di un ex esperto di alimenti della Campbell’s.
Il progetto è stato illustrato al Congresso Astronautico Internazionale di Sydney da Drew Feustel, ex astronauta NASA e attuale capo astronauti di Vast. Quest’ultimo ha sottolineato come Haven-1 possa diventare la prima piattaforma commerciale autonoma in orbita terrestre. L’ambizione di Vast non si ferma qui. La compagnia sta già sviluppando Haven-2, un modulo più grande e modulare, con ulteriori portelli di attracco e spazi dedicati a esperimenti scientifici. La futura stazione potrà essere lanciata con la Starship e mira a offrire la possibilità di soggiorni più lunghi. Un passo cruciale verso l’abitabilità stabile dello spazio.
Mentre Haven-1 è interamente finanziata con capitali privati, lo sviluppo di Haven-2 potrebbe inserirsi nel programma Commercial LEO Destinations della NASA. Il quale è volto a garantire una presenza umana continua in orbita dopo il pensionamento della ISS nel 2030. L’obiettivo finale è creare destinazioni nello spazio dove le persone possano lavorare, vivere e osservare la Terra. Aprendo la strada a un nuovo modello di esplorazione e vita orbitale.
