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Nube su Marte lunga oltre 1.500 km: non è un vulcano ma ghiaccio

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Una nube su Marte lunga oltre 1.500 chilometri sta attirando l’attenzione degli appassionati di spazio e degli addetti ai lavori. Si tratta di una gigantesca scia bianca che taglia il cielo del Pianeta Rosso e che, almeno a un primo sguardo, sembra quasi uscita da un altro mondo, anche rispetto agli standard marziani. Il motivo di tanto interesse è semplice: una formazione del genere potrebbe rimettere in discussione parte di ciò che si dava per assodato sulla meteorologia planetaria.

Che su Marte ci siano le nuvole non è certo una novità. Sono state osservate più volte, anche direttamente dalla superficie, grazie ai rover della NASA che da anni esplorano il pianeta. Quello che si sa con una certa sicurezza è che le nuvole marziane hanno ben poco in comune con quelle che siamo abituati a vedere sopra le nostre teste. Sono più leggere, meno dense e decisamente meno intense. Proprio per questo un fenomeno di simili dimensioni non poteva passare inosservato.

Non un vulcano ma cristalli di ghiaccio

Guardando l’immagine verrebbe spontaneo pensare a un vulcano in piena eruzione, con il suo lungo pennacchio che si allunga nell’atmosfera. L’impressione è comprensibile, perché la forma ricorda davvero quella di una colonna di fumo trascinata dal vento. La realtà però è un’altra, e secondo la descrizione fornita dalla NASA è persino più affascinante di quanto si potrebbe immaginare.

La lunga striscia chiara è infatti una nube composta da cristalli di ghiaccio d’acqua. Nessuna attività vulcanica in corso quindi, ma una struttura atmosferica che si estende per una distanza enorme e che, proprio per le sue caratteristiche, mette alla prova le conoscenze consolidate su come si formano e si comportano le nuvole sugli altri pianeti. Ed è qui che la faccenda si fa interessante, perché a incuriosire non è soltanto la grandezza ma il meccanismo che ha permesso a una nube del genere di prendere forma in un ambiente come quello marziano.

Va ricordato che il contrasto con le classiche nuvole marziane è netto. Se di solito il cielo di Marte offre formazioni tenui e poco marcate, in questo caso ci si trova davanti a una scia bianca ben definita, lunghissima e chiaramente visibile. Una differenza che spiega perché gli scienziati la considerino un caso da studiare con particolare attenzione.

Arsia Mons Elongated Cloud, la protagonista della NASA

Il fenomeno ha anche un nome preciso. Si chiama Arsia Mons Elongated Cloud, conosciuto con la sigla AMEC, e porta con sé il riferimento ad Arsia Mons, uno dei rilievi vulcanici del pianeta. Ed ecco spiegato, in parte, perché a prima vista la scena possa essere scambiata per un’eruzione: la nube si sviluppa proprio in una zona legata a un vulcano, pur non avendo nulla a che fare con materiale espulso dal sottosuolo.

L’interesse attorno ad AMEC è stato tale da farle conquistare un posto d’onore tra le immagini diffuse dall’agenzia spaziale americana. La nube allungata è stata scelta infatti come protagonista dell’Astronomy Picture of the Day, la celebre foto astronomica del giorno pubblicata dalla NASA, uscita il 2 novembre 2026. Un riconoscimento che di solito viene riservato agli scatti più spettacolari o scientificamente rilevanti, e che in questo caso premia entrambe le qualità.

L’immagine, diffusa nella sua versione integrale, mostra in tutta la sua estensione la scia di ghiaccio che attraversa il cielo marziano per oltre 1.500 chilometri, una formazione che per dimensioni e composizione si distingue nettamente dalle nuvole leggere e poco intense normalmente osservate su Marte.

Fonte: TecnoAndroid

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