Vai al contenuto
Offerte

Neuralink Blindsight, Musk promette la vista anche a chi è cieco

In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni

Con Blindsight, il secondo prodotto di Neuralink, Elon Musk promette di dare la possibilità di vedere anche a chi è completamente cieco o non ha mai visto in vita sua. Il fondatore dell’azienda ha spiegato che il dispositivo è già pronto dal punto di vista ingegneristico e che manca soltanto il via libera delle autorità regolatorie. Un annuncio che arriva mentre la società continua a spingere sulle interfacce cervello computer, conosciute anche con la sigla BCI, al punto che oggi alcuni pazienti riescono perfino a giocare a World of Warcraft grazie a un impianto cerebrale.

Il percorso, a dire il vero, è stato piuttosto lungo. Neuralink è nata nel 2016 ma le prime sperimentazioni sull’uomo sono partite solo nel 2024, e all’inizio i passi avanti erano modesti. Il primo paziente con l’impianto si limitava a spostare il cursore del mouse semplicemente pensandoci. Da lì la tecnologia è cresciuta parecchio, tanto che Musk ha presentato su X il primo prodotto dell’azienda, chiamato Telepathy. Secondo le sue parole permette una comunicazione ad alta velocità con computer o persone soltanto attraverso il pensiero. Il miliardario si è spinto anche oltre, sostenendo che nel giro di qualche anno la velocità di trasmissione supererà di gran lunga quella della persona più rapida a digitare, e ha invitato i lettori a rileggere quella frase.

Neuralink non è certo la prima realtà a lavorare su queste tecnologie, però è tra le più avanti, anche grazie al robusto sostegno economico di Elon Musk. La concorrenza comunque non manca. Meta, per esempio, sta sviluppando uno scanner non invasivo basato sulla magnetoencefalografia che consente di trasformare i pensieri in pressioni dei tasti. La cinese NeuroXess, fondata nel 2021, sta invece accelerando per arrivare alle sperimentazioni sull’uomo già quest’anno.

Blindsight però ha qualcosa di particolare. La maggior parte di questi sistemi oggi punta a far partire segnali dal cervello per controllare macchine esterne, mentre il flusso inverso è meno battuto. Esistono già gli impianti cocleari e le neuroprotesi sensoriali, che inviano al cervello i segnali raccolti dai sensori e permettono alle persone sorde di tornare a sentire o ad altri pazienti di recuperare il senso del tatto. Il dispositivo di Neuralink vuole fare un passo ulteriore e costruire un vero percorso visivo artificiale. In pratica una telecamera cattura le immagini e i segnali vengono poi convertiti, tramite l’interfaccia, in qualcosa che il cervello è in grado di interpretare.

Dalla medicina alla corsa strategica tra potenze

Sul piano medico le prospettive sono evidenti. Le persone con mobilità ridotta o che hanno perso del tutto la capacità di muovere il proprio corpo potrebbero riconquistare una buona dose di autonomia, controllando dispositivi e macchinari con la sola forza del pensiero. Il discorso di Musk sulla comunicazione rapidissima tra esseri umani attraverso la mente, tuttavia, lascia intendere ambizioni che vanno ben oltre il recupero dei movimenti.

E qui il tema si allarga alla geopolitica. Lo scorso anno Pechino ha dichiarato la tecnologia BCI un settore di importanza strategica nazionale. Con la nuova corsa agli armamenti tra Oriente e Occidente, che passa per droni, laser e tecnologie emergenti, non è affatto un’ipotesi campata in aria che qualcuno, da qualche parte, abbia già pensato di sfruttare le interfacce cervello computer per creare dei supersoldati.

Fonte: TecnoAndroid

Condividi:
50 Condivisioni