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Shelly, Schneider Electric offre 1,2 miliardi: utenti preoccupati

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Schneider Electric ha messo gli occhi su Shelly e ha deciso di fare sul serio: la multinazionale francese vuole acquisire il marchio con un’operazione che vale complessivamente 1,2 miliardi di euro. Una cifra importante, che però non ha scaldato più di tanto gli animi della comunità di utenti. Anzi, tra chi utilizza abitualmente i prodotti Shelly la notizia ha generato più di qualche timore, legato soprattutto a cosa potrebbe cambiare una volta che il marchio dovesse finire sotto il controllo di un gruppo di queste dimensioni.

Il cuore della proposta è piuttosto semplice da spiegare. Il gruppo transalpino ha messo sul tavolo 70 euro per azione, un prezzo che porta la valutazione totale proprio intorno a quel miliardo e 200 milioni. Si tratta quindi di un’offerta rivolta agli azionisti, che dovranno valutare se la cifra proposta sia sufficiente per cedere le proprie quote. Per ora si parla di una volontà di acquisizione e di un’offerta formulata, non di un passaggio già concluso.

Cosa prevede l’offerta di Schneider Electric

Quando un colosso come Schneider Electric decide di comprare una realtà più piccola, di solito lo fa passando proprio dal meccanismo dell’offerta per azione. Il principio è lineare: si stabilisce un valore per ogni singolo titolo e lo si propone a chi lo detiene. Nel caso di Shelly il numero magico è 70 euro, ed è da lì che si arriva alla valutazione complessiva di 1,2 miliardi. Sulla carta, per gli azionisti, un’offerta del genere rappresenta un’occasione da considerare con attenzione. Per l’azienda acquirente, invece, significa portare dentro il proprio perimetro un marchio già conosciuto e con una base di clienti affezionata. Ed è proprio questa affezione, in fondo, a spiegare le reazioni che sono arrivate subito dopo la diffusione della notizia. Perché se dal punto di vista finanziario l’operazione ha una sua logica evidente, dal lato di chi compra e usa i prodotti le cose vengono lette in maniera molto diversa.

Perché gli utenti di Shelly sono preoccupati

La comunità che ruota attorno a Shelly non ha accolto l’annuncio con entusiasmo. Il timore principale, espresso da diversi utenti, è che l’ingresso della multinazionale francese possa in qualche modo rovinare il marchio. Un sentimento che non nasce dal nulla, visto che quando un’azienda relativamente piccola viene assorbita da un gruppo molto più grande è abbastanza naturale chiedersi se identità, approccio e filosofia resteranno gli stessi di prima.

Chi ha scelto Shelly negli anni lo ha fatto per ragioni precise, e la paura di vedere cambiare quelle caratteristiche è comprensibile. La preoccupazione degli utenti ruota proprio attorno a questo punto: capire se il prodotto amato resterà tale anche dopo il cambio di proprietà oppure se verrà trasformato per adattarsi alle strategie di un gruppo con esigenze e dimensioni completamente differenti.

Sono dubbi che, almeno per il momento, non trovano una risposta concreta. L’offerta di Schneider Electric è stata formulata, il prezzo di 70 euro per azione è noto e la valutazione complessiva si attesta a 1,2 miliardi di euro. Tutto il resto, cioè come verrebbe gestito il marchio in caso di acquisizione andata in porto, non è ancora stato chiarito. Ed è esattamente in questo vuoto che si inseriscono i timori di chi teme che l’operazione possa snaturare Shelly.

Fonte: TecnoAndroid

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