Natalie Portman non somiglia a quasi nessun altro nome di Hollywood, e la storia di quell’estate trascorsa tra le aule di Harvard e il set di una delle saghe più celebri della fantascienza lo spiega meglio di mille parole. Attrice fin da bambina, scienziata laureata, autrice di articoli pubblicati su riviste accademiche: un profilo che è davvero raro trovare nel cinema, e che racconta una determinazione fuori dal comune.
Il suo primo ruolo in un lungometraggio arrivò con Léon, quando aveva soltanto 11 anni. Da lì ha costruito una carriera solida che oggi, a 45 anni, continua senza intoppi. Ma quello che la rende un caso quasi unico è un altro dettaglio: usando il suo vero nome, Natalie Hershlag, ha firmato nel 1998 un articolo sulla rivista Journal of Chemical Education intitolato ‘Un metodo semplice per dimostrare la produzione enzimatica di idrogeno a partire dallo zucchero’. Nel 1999 si è iscritta a Psicologia all’Università di Harvard. E nel 2003 ha firmato un secondo lavoro, questa volta sulla rivista NeuroImage, insieme a cinque coautori.
Laureata a Harvard mentre girava una saga milionaria
Tutto questo sarebbe già notevole di per sé, ma c’è di più. Mentre studiava, Portman era impegnata sul set di una delle più grandi franchigie fantascientifiche mai esistite: Star Wars. Aveva soltanto 14 anni quando firmò il contratto per interpretare Padmé Amidala, impegnandosi in un progetto che avrebbe occupato buona parte della sua giovinezza. “È stato senza dubbio un impegno importante. Ho firmato per questi film quando avevo 14 anni e credo che li finirò a 23. È stato un percorso molto lungo, ma una parte incredibile della mia vita. Ho fatto esperienze interessantissime, ho viaggiato molto e ho conosciuto persone fantastiche”, ha raccontato in un’intervista alla BBC.
All’inizio aveva qualche dubbio sull’accettare. Poi trovò un accordo con George Lucas: girare solo durante i mesi estivi, in modo da non sacrificare gli studi. Per questo le riprese dell’Episodio II, L’attacco dei cloni, vennero concentrate in una sola estate, dando vita ad alcune delle immagini più riconoscibili della saga.
La studentessa modello e il peso delle aspettative
Rimase iscritta a Harvard tra il 1999 e il 2003, conquistando una laurea in Psicologia. E in molti concordano nel definirla una studentessa eccezionale. Lavorò come assistente alla ricerca per il professor Alan Dershowitz, impegnato nel suo libro The Case for Israel. I suoi compagni notavano che arrivava sempre puntuale e preparatissima, al punto da riuscire a spiegare concetti difficili agli altri studenti.
Eppure, nonostante tutti questi risultati, Portman ha convissuto con la sindrome dell’impostore. Durante una cerimonia di laurea nel 2015 confessò dal palco: “Oggi mi sento molto simile a come mi sentivo quando arrivai a Harvard Yard come matricola nel 1999. Avevo la sensazione che si fossero sbagliati, che non fossi abbastanza intelligente per stare in quella compagnia, e che ogni volta che aprivo bocca dovevo dimostrare di non essere solo un’attrice sciocca”.