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La NASA ha appena messo alla prova la sonda di discesa della missione DAVINCI dentro un forno industriale, portandola fino alla temperatura che si registra sulla superficie di Venere. Si tratta di un passaggio decisivo per un progetto che punta ad attraversare uno dei mondi più ostili del sistema solare e a farlo con gli strumenti ancora accesi e funzionanti.
Quando si parla di esplorazione spaziale, capita spesso che Venere finisca in secondo piano rispetto ad altri obiettivi più celebrati. Eppure questo pianeta è tra quelli che incuriosiscono di più la comunità scientifica, e il motivo è tanto semplice quanto inquietante. Si ritiene infatti che un tempo potesse essere davvero simile alla Terra così come la conosciamo oggi. E non si esclude che il nostro pianeta natale, prima o poi, possa andare incontro allo stesso destino. Non esattamente una prospettiva rassicurante, ma proprio per questo vale la pena capire cosa sia successo lassù.
Un pianeta che sembra fatto apposta per mettere in crisi le sonde
Definire Venere un inferno non è un’esagerazione giornalistica. La sua superficie è dominata da numerosi vulcani attivi, la pressione atmosferica è talmente elevata da mettere alla prova qualunque veicolo spaziale e, come se non bastasse, le temperature al suolo superano i 460 gradi. Il risultato è un ambiente decisamente inospitale, dove materiali ed elettronica vengono spinti al limite in pochissimo tempo.
Eppure è proprio lì che bisogna arrivare. Per capire come due pianeti apparentemente così vicini abbiano imboccato strade tanto diverse non basta osservarli da lontano. Serve attraversare l’atmosfera venusiana e misurarla dall’interno, raccogliendo dati diretti mentre la sonda scende verso il basso. Il vero nodo sta tutto qui, cioè nel riuscire a mantenere operativi gli strumenti abbastanza a lungo da ottenere informazioni utili prima che le condizioni estreme abbiano la meglio sull’hardware.
È una questione di resistenza pura, ma anche di tempi. Ogni minuto in più di funzionamento significa nuove misurazioni, e quindi un tassello in più per ricostruire la storia di un mondo che un tempo, forse, somigliava parecchio al nostro.
La prova nel forno industriale che simula la discesa su Venere
Questa è esattamente la sfida che la missione DAVINCI della NASA si prepara ad affrontare. Un modello ingegneristico della sua sonda di discesa ha superato un collaudo considerato decisivo, svolto all’interno di un grande forno industriale. Non si è trattato però di una semplice esposizione al calore fine a se stessa, perché l’obiettivo era replicare nel modo più fedele possibile ciò che accadrà durante la missione vera e propria.
I tecnici hanno portato il modello alla temperatura della superficie venusiana nell’arco di circa un’ora, riproducendo i tempi previsti per la discesa attraverso l’atmosfera del pianeta. In pratica la sonda ha sperimentato in laboratorio la stessa progressione termica che dovrà sopportare durante il viaggio verso il suolo di Venere, con il calore che cresce man mano che ci si avvicina alla superficie.
Il fatto di aver rispettato anche la durata dell’esposizione rende la prova particolarmente significativa. Non conta soltanto raggiungere una certa temperatura, ma arrivarci con lo stesso ritmo che la sonda incontrerà davvero, così da verificare come si comporta nel corso dell’intera discesa. Per dare un’idea del calore in gioco, le condizioni ricreate nel forno sono le stesse che servirebbero per cuocere una buona pizza napoletana.
Fonte: TecnoAndroid








