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MonoRace, il drone autonomo che batte tre ex campioni senza GPS

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Un drone da corsa autonomo è riuscito a battere tre ex campioni del mondo di drone racing, e ci è riuscito senza appoggiarsi al GPS. Il sistema si chiama MonoRace ed è stato sviluppato dai ricercatori della Delft University of Technology, nei Paesi Bassi. Per capire quanto conti davvero questo risultato bisogna però fare un passo indietro e guardare a cosa significhi pilotare uno di questi piccoli bolidi volanti.

Droni da ripresa e droni racing, due mondi lontani

Chi possiede uno o più droni lo sa bene. I modelli dotati di GPS pensati per le riprese aeree hanno ben poco in comune con quelli da competizione. I primi danno una mano a chi sta ai comandi e rendono il volo tutto sommato tranquillo. I secondi invece lasciano ogni cosa nelle mani del pilota, e chiunque abbia provato almeno una volta a farne volare uno in modalità acro conosce bene la sensazione. Serve esperienza, parecchia, e anche così il controllo non è mai scontato.

Le cose si complicano ancora di più quando si tratta di affrontare tracciati articolati come quelli di un circuito. Qui ottenere risultati di rilievo nel drone racing diventa un’impresa riservata a pochissimi. Non basta tenere in aria il quadricottero, bisogna farlo passare tra gli ostacoli alla massima velocità possibile senza perdere la traiettoria nemmeno per un istante.

Cosa significa gareggiare nel FPV racing

Guidare un velivolo da corsa richiede riflessi fuori dal comune, una solida esperienza alle spalle e la capacità di prendere decisioni in frazioni di secondo. Chi non ha mai assistito a una gara di FPV racing forse non immagina come funzioni nella pratica. I piloti indossano visori che trasmettono le immagini della telecamera di bordo e conducono i loro quadricotteri lungo percorsi pieni di ostacoli. In sostanza vedono esattamente ciò che vede il drone, come se fossero seduti al suo interno.

Le velocità in gioco nel FPV racing non sono affatto trascurabili, visto che possono superare i 100 km/h. A questi ritmi ogni minima incertezza si traduce in un impatto o in un’uscita dal tracciato, e la differenza tra un buon pilota e un vero campione si misura proprio nella precisione con cui riesce a gestire ogni curva e ogni passaggio stretto. È una disciplina dove la lucidità conta quanto la mano ferma sui comandi.

MonoRace e la sfida con i campioni del mondo

È proprio in questo contesto che entra in scena l’intelligenza artificiale. La domanda che si sono posti i ricercatori olandesi è semplice da formulare ma decisamente meno da risolvere. Cosa succederebbe se al posto di un essere umano ai comandi ci fosse un sistema di guida autonoma? Il frutto del loro lavoro è appunto MonoRace, una soluzione pensata per affrontare le stesse condizioni che mettono alla prova i migliori piloti in carne e ossa.

Il sistema è stato messo a confronto con tre ex campioni del mondo di drone racing, cioè piloti che in questa specialità hanno raggiunto il livello più alto in assoluto. Parliamo di persone abituate a gestire velocità elevate, ostacoli ravvicinati e decisioni istantanee, tutte quelle abilità che rendono questo sport accessibile a pochissimi. MonoRace è riuscito a batterli tutti e tre, e lo ha fatto senza ricorrere al GPS, lo stesso strumento che sui droni per le riprese aeree rende il volo molto più semplice da gestire.

Fonte: TecnoAndroid

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