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Guardian-3, il drone intercettore che vola quasi come un missile

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La difesa dai droni è ormai una delle partite più delicate della guerra moderna, e tra le risposte più originali arrivate di recente c’è Guardian-3, un drone intercettore che si alza in volo come un normale quadricottero e poi cambia assetto in modo autonomo, fino a comportarsi quasi come un missile. Un’idea che punta dritta al cuore del problema: fermare velivoli piccoli e insidiosi senza perdere tempo prezioso.

Le notizie su questo fronte arrivano con una frequenza quasi quotidiana, e il motivo è abbastanza evidente. Piccoli velivoli, spesso economici e difficili da individuare, possono diventare una minaccia concreta per infrastrutture, basi militari e mezzi impegnati sul campo. Non serve un arsenale sofisticato per creare problemi seri, basta un oggetto leggero che sfugga ai controlli e arrivi dove non dovrebbe.

Perché servono intercettori sempre più autonomi

Per contrastare questo tipo di pericolo la rapidità è tutto. I sistemi di protezione devono essere in grado di intervenire in pochi istanti e, se possibile, senza obbligare un operatore a guidare ogni singola manovra. Ed è proprio qui che entra in gioco l’autonomia di volo, un aspetto che negli ultimi tempi sta assumendo un peso sempre maggiore nello sviluppo di queste tecnologie.

Affidare a una persona il controllo manuale di ogni fase dell’intercettazione significa accettare dei tempi di reazione inevitabilmente più lunghi. Un velivolo capace di gestire da solo una parte delle operazioni, invece, può alleggerire il carico di lavoro di chi lo impiega e rispondere con maggiore prontezza. Guardian-3 si inserisce esattamente in questa logica, ed è considerato una delle soluzioni più avveniristiche tra quelle pensate per neutralizzare i droni ostili. Va detto che il concetto alla base non è soltanto quello di inseguire un bersaglio. Conta anche il modo in cui il mezzo si muove, perché la capacità di adattare il proprio comportamento in volo può fare la differenza tra un intercettamento riuscito e uno mancato.

Guardian-3 e il doppio volto in volo

A firmare il progetto è l’americana Powerus Corporation, che ha presentato il suo nuovo intercettore durante AUSA 2026, la manifestazione dedicata alle tecnologie militari che si è svolta a Washington dal 12 al 14 ottobre. Una vetrina importante, dove le aziende del settore mettono in mostra le soluzioni su cui stanno puntando per i prossimi anni.

Il tratto distintivo di Guardian-3 sta tutto nel passaggio tra due modalità di volo molto diverse fra loro. Nella prima fase il drone decolla come un quadricottero, quindi con la versatilità tipica di questi velivoli. Poi, una volta in aria, trasforma in autonomia il proprio assetto e assume un comportamento che ricorda quello di un missile, pensato evidentemente per raggiungere il bersaglio con decisione. È proprio questa doppia anima a rendere il progetto interessante. Da un lato la praticità del decollo in stile quadricottero, dall’altro un assetto più aggressivo per la fase di intercettazione vera e propria. Il tutto senza che un operatore debba occuparsi manualmente del cambio di configurazione, dato che la trasformazione avviene in maniera autonoma. Powerus Corporation ha scelto quindi di unire in un solo mezzo due approcci che di solito appartengono a categorie distinte, con l’obiettivo di offrire uno strumento rapido e flessibile contro i piccoli velivoli che oggi rappresentano una delle insidie più difficili da gestire per basi, infrastrutture e reparti schierati sul terreno. Il debutto è avvenuto a Washington, davanti al pubblico specializzato di AUSA 2026.

Fonte: TecnoAndroid

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