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Router WiFi: gli errori più comuni che rallentano la rete di casa

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Configurare la rete domestica sembra un lavoro da pochi minuti, eppure sono proprio i piccoli errori commessi lungo la strada a presentare il conto più avanti, magari sotto forma di buffering continuo. Uno degli sbagli più comuni riguarda la posizione del router. Nessuno ha voglia di piazzare uno di quei grossi router TP-Link con le antenne a ragno al centro del soggiorno, ma relegarlo in un angolo nascosto non è una soluzione migliore. L’arredamento conta, però il dispositivo andrebbe collocato in un punto centrale, o il più vicino possibile, senza che diventi un ostacolo su cui inciampare.

Anche l’elettronica vicina crea disturbi. Il microonde è un pessimo vicino per il router, e lo stesso vale per i telefoni cordless (sì, esistono ancora) e per i baby monitor, capaci di mettere in seria difficoltà il segnale WiFi. Se la linea entra in casa da un angolo scomodo, non è detto che tutto debba restare lì. Indipendentemente dal modem o dal gateway installato dal provider, si può creare un altro punto di accesso altrove grazie a un cavo Ethernet. Bisognerà nascondere qualche metro di filo in più, ma mettere in piedi una rete domestica richiede spesso qualche compromesso.

Chi acquista un router per conto proprio deve sceglierlo in base al piano internet sottoscritto. In una zona rurale dove il massimo disponibile è una connessione DSL o satellitare, un router da gaming ad alte prestazioni è decisamente sprecato. Contano anche la disposizione degli ambienti e la copertura desiderata stanza per stanza. Nelle abitazioni più grandi o su più piani un sistema mesh può fare la differenza, a patto di posizionare con cura ciascun nodo.

Il WiFi non basta per tutto, i cavi contano ancora

Una buona copertura wireless in ogni stanza è comoda, ma la connessione senza fili non è l’ideale per qualsiasi attività. Il gaming online, per esempio, ha bisogno di un collegamento stabile e con bassa latenza per dare il meglio.

Basta immaginare una famiglia di cinque persone, ognuna con il proprio smartphone, più televisori in camera da letto, qualche tablet, uno o due dispositivi Echo, console e un PC da gioco nello studio. Sono già tantissimi apparecchi che si contendono la banda della rete domestica. Che senso ha costringere il PC da gaming a lottare via etere con tutto il resto quando lo si può collegare direttamente al router con un cavo ed evitare i rallentamenti del WiFi?

Il collegamento via cavo garantisce velocità, latenza più bassa, immunità dalle interferenze e maggiore sicurezza, soprattutto quando la postazione da gioco ha la priorità. Un cavo Cat6a supporta connessioni a 10 gigabit su tratte fino a 100 metri, una caratteristica preziosa per chi dispone di un servizio internet velocissimo.

Prima di stendere cavi ovunque, però, conviene ragionare su dove sistemare i dispositivi cablati. Aggiungendo altri apparati di rete è meglio procedere un pezzo alla volta, verificando che ogni passaggio funzioni ed etichettando i cavi. Individuare un problema in seguito diventa molto più semplice quando si sa dove si trova ogni cosa e come funziona.

Gli errori nelle impostazioni del router

Sul fronte software alcuni sbagli passano inosservati, perché internet sembra comunque funzionare a dovere. Usare impostazioni di sicurezza deboli è tra i più dannosi. Se router e dispositivi lo supportano, la scelta giusta è attivare WPA3 Personal. Quando qualche apparecchio datato non riesce a connettersi, la modalità di transizione WPA2/WPA3 permette ai dispositivi compatibili di sfruttare WPA3 mentre gli altri usano WPA2 Personal con AES. Opzioni superate come WEP e TKIP vanno semplicemente ignorate.

Altro passaggio fondamentale è cambiare sia le credenziali di amministratore del router sia la password del WiFi. Le prime impediscono a estranei di gestire la rete, la seconda stabilisce chi può collegarsi. Le credenziali predefinite vanno sostituite con una password robusta, non qualcosa di banale come il proprio numero di telefono. Il firmware va poi mantenuto sempre aggiornato, così da non restare esposti a vulnerabilità già note.

Un ulteriore errore consiste nel comprare un sistema mesh o un nuovo router senza verificare come si integrerà con l’attrezzatura già presente. Due server DHCP che assegnano indirizzi sulla stessa rete possono entrare in conflitto, per questo aggiungendo un secondo router occorre impostarlo in modalità bridge o access point. Le istruzioni degli apparati dovrebbero guidare passo passo verso la configurazione corretta.

La regola d’oro resta mantenere tutto semplice, documentare ogni scelta e introdurre le nuove funzioni gradualmente. Può sembrare un eccesso di zelo, ma quando qualcosa va storto la differenza si sente eccome.

Fonte: TecnoAndroid

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