In merito ai Mondiali di calcio, e non si parla solo di gol e di nazionali in corsa per la coppa. Chi segue la tecnologia ha pane per i suoi denti, perché questa edizione porta con sé una valanga di novità che cambiano il modo stesso di guardare una partita. Vale la pena analizzarle una alla volta, con calma.
La prima cosa che salta all’occhio è quella piccola telecamera fissata sulla testa degli arbitri, già visibile nelle gare iniziali. Il sistema si chiama Referee View e permette al pubblico di vedere esattamente quello che osserva il direttore di gara mentre l’azione si sviluppa. Niente di nuovo in assoluto, dato che la FIFA aveva già provato la soluzione al Mondiale per Club del 2025, ma c’era un problema concreto da risolvere. Durante uno scatto o una corsa le immagini ballavano parecchio, diventavano instabili e quasi inutilizzabili. La risposta è arrivata da un software basato sull’intelligenza artificiale che corregge in tempo reale le vibrazioni della telecamera e abbatte l’effetto sfocato del movimento. Adesso fa parte integrante delle partite, non è più un esperimento.
Pallone connesso e fuorigioco in tempo reale
Anche le comunicazioni arbitrali stanno seguendo lo stesso percorso. Il pubblico può finalmente ascoltare le spiegazioni dietro le decisioni prese dopo le verifiche al VAR, e questo porta più trasparenza nei momenti più caldi, quelli in cui di solito esplodono le polemiche. Poi c’è il capitolo del pallone, che merita un discorso a parte. A guardarlo sembra identico a qualsiasi altro modello professionale, ma dentro nasconde un sensore che registra accelerazioni, rotazioni, traiettorie e contatti fino a centinaia di volte al secondo. Tutte queste informazioni finiscono subito nella sala VAR, dove vengono incrociate con quelle delle telecamere dello stadio. Ovviamente un meccanismo del genere consuma energia, e infatti il pallone va ricaricato prima di ogni incontro.
Il fuorigioco, da sempre uno degli incubi degli assistenti, diventa più rapido da individuare. Gli arbitri ricevono un avviso direttamente nell’auricolare quando il sistema rileva una posizione irregolare. Si elimina così un passaggio intermedio e si velocizza tutto, anche se l’ultima parola resta sempre all’essere umano. Questo va sottolineato, perché la macchina segnala ma non decide.
Giocatori scansionati e dati ovunque
C’è un altro aspetto che fa capire la portata del lavoro dietro le quinte. Ogni giocatore è stato sottoposto a una scansione tridimensionale completa, e i suoi movimenti vengono seguiti da decine di telecamere dedicate sparse negli impianti. Questi dati non servono solo agli arbitri, ma anche alle squadre e alle emittenti televisive, che possono costruire analisi avanzate e ricostruzioni estremamente dettagliate delle azioni.
Mettendo insieme la mole di informazioni elaborate e l’arsenale di tecnologie impiegate, i Mondiali 2026 si presentano come uno dei progetti più complessi mai realizzati nel mondo dello sport. Un motivo in più per seguirli con attenzione, anche da parte di chi normalmente al calcio si avvicina poco e guarda più volentieri quello che c’è sotto il cofano.