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Dagli elicotteri agli aerei civili: i test dimostrano che ogni velivolo può diventare un lanciatore
Due sono i prototipi presentati. Il primo, CMMT-D, è un veicolo planante non motorizzato. Il secondo, CMMT-X, ha un motore proprio e può volare autonomamente per centinaia di chilometri. Entrambi i modelli offrono una portata di circa 926 chilometri, ma costano molto meno dei missili attualmente in uso. Il CMMT-D, ad esempio, potrebbe costare circa 140.000€, contro oltre un milione e mezzo del missile JASSM. Una riduzione che permette, con lo stesso budget, di schierare dieci volte più ordigni. Certo, questi nuovi vettori sono meno invisibili ai radar, ma il loro numero può compensare tale lacuna.
I test effettuati tra maggio e giugno hanno mostrato tutte le potenzialità del progetto. Un CMMT-D è stato rilasciato da un pallet agganciato a un elicottero, simulando il lancio da un aereo da trasporto. Il missile ha aperto le ali e ha planato fino all’obiettivo, dimostrando precisione e affidabilità. Un mese dopo, un CMMT-X è stato lanciato da un piccolo Piper Navajo, aereo civile a elica. Anche in quel caso il missile ha esteso le ali, acceso il motore e volato verso il bersaglio. La rapidità con cui Lockheed Martin ha portato i prototipi dal progetto al volo reale è sorprendente. Parliamo solo di dieci mesi, grazie a strumenti di progettazione digitale e processi di produzione snelli.
Se approvati dalle forze armate, questi missili potranno essere prodotti su larga scala. La guerra del futuro potrebbe quindi basarsi su aerei cargo, elicotteri o droni riadattati, che lanciano missili in coordinazione, come sciami. Una rete diffusa e modulare, meno costosa e più difficile da fermare. È una trasformazione silenziosa ma profonda, che cambia il ruolo stesso degli aerei sul campo.
Fonte: TecnoAndroid








