In questo articolo Indice dei contenuti 1 sezione

Un progetto non come gli altri dunque, ma che lascia buone speranze per il futuro della robotica. Scopriamo insieme nel corso di questo nuovo articolo tutti i dettagli che sono stati svelati finora.
Microrobot: dalla California un nuovo progetto
L’utilizzo della tecnologia è sempre più frequente. Nel momento in cui si arriva a lavorare su progetti importanti come quello su cui hanno posto l’attenzione i ricercatori dell’Università della California Santa Barbara, le speranze per un futuro più all’avanguardia aumentano ulteriormente.
Non a caso, la capacità dei microrobot di comportarsi come un fluido o di unirsi per creare nuove strutture solide apre nuove strade nell’ambito della robotica. Nello specifico, i ricercatori hanno lavorato su questa innovativa tecnologia, che passa da stato solido a fluido, ispirandosi al concetto del T-1000 studiando però la morfogenesi embrionale.
Secondo quanto spiegato dal professor Otger Campàs dell’UCSB, i tessuti embrionici viventi si comportano come il materiale intelligente per eccellenza. Di conseguenza, sono in grado di auto-modellarsi, auto-ripararsi e anche di controllare quella che è la propria resistenza materiale.
Tuttavia, tra i processi biologici che gli esperti sono riusciti a identificare sono stati presenti la forza inter unitaria, la polarizzazione e l’adesione. Processi che, come spiegato dagli esperti, consentono alle cellule di muoversi insieme ma anche di coordinare i loro movimenti e aderire l’una all’altra. Che dire? Il risultato ottenuto con questi microrobot apre la strada a futuri progetti e scoperte per il settore della robotica.









