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Micron: margine dell’88% sulla memoria consumer grazie ai rincari

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Micron ha chiuso il quarto trimestre fiscale 2026 con un nuovo record di fatturato, pari a circa 47 miliardi di euro, quasi cinque volte il dato dello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato più sorprendente però riguarda il margine sulla memoria consumer, che ha toccato l’88% grazie soprattutto ai rincari e non a un aumento dei volumi. L’azienda ha presentato i conti mercoledì e ha registrato anche un margine lordo complessivo dell’87%, anche questo un primato. A trainarlo è stata in buona parte la divisione Mobile and Client, cioè quella rivolta ai consumatori, che paradossalmente è stata l’unica a spedire meno memoria rispetto al trimestre precedente.

Margini alle stelle in tutte le divisioni

Rispetto a un anno fa i numeri di Micron sono cambiati in modo radicale. Il segmento Core Data Center è passato da un margine operativo del 25% all’85%, mentre Automotive and Embedded è salito dal 20% al 79%. La divisione Mobile and Client, che nel quarto trimestre fiscale 2025 si fermava al 29%, oggi viaggia all’88%. Cloud Memory è cresciuta in misura più contenuta, passando dal 48% al 76%.

Per leggere bene questi dati serve una piccola distinzione. Il margine lordo si ottiene sottraendo dai ricavi il costo dei beni venduti. Il margine operativo invece toglie anche tutte le altre spese di gestione, lasciando fuori soltanto tasse e interessi. La distanza tra i due valori dice quanto pesa davvero mandare avanti un’attività.

Ed è proprio qui che la divisione consumer si distingue. Mobile and Client mostra lo scarto più ridotto in assoluto, appena 2 punti. Il Core Data Center ha lo stesso margine lordo del 90%, ma quello operativo scende all’85%. Tradotto in termini semplici, gestire il business rivolto ai consumatori costa a Micron pochissimo rispetto a quanto incassa in questo momento.

Prezzi più alti e meno chip spediti

Nonostante la redditività record, la divisione Mobile and Client è anche quella cresciuta meno nel trimestre, con ricavi in aumento del 14% rispetto al periodo precedente. La stessa azienda spiega che il risultato è stato spinto da prezzi più elevati, compensati in parte da minori spedizioni in bit. Tra le quattro unità di business del gruppo è stata la sola a vedere calare i volumi. Vale la pena chiarire che Micron misura le spedizioni in bit e non in pezzi, quindi il dato indica la capacità complessiva consegnata e non il numero effettivo di chip DRAM o NAND.

Nelle altre divisioni invece l’aumento del fatturato arriva sia dai rincari sia da maggiori spedizioni. Quanto accade nel segmento consumer ricalca una tendenza già vista altrove, con un mercato che continua a crescere più per effetto dei prezzi che delle quantità vendute. All’inizio di quest’anno anche David Zinsner, direttore finanziario di Intel, aveva attribuito la crescita del 13% su base annua del business consumer di Intel a un prezzo medio di vendita più alto e non a un aumento delle unità. Secondo Zinsner l’azienda aveva registrato una certa inflazione sui costi e aveva dovuto trasferirla sul cliente finale.

Una carenza di memoria destinata a durare

Per il primo trimestre fiscale 2027 Micron prevede un altro record, con ricavi stimati intorno ai 53,5 miliardi di euro e un margine di oscillazione di circa 1,3 miliardi in più o in meno. Il margine lordo dovrebbe scendere leggermente dall’87% all’86,25%. Un trimestre così forte lascia intuire ulteriori tensioni sul mercato di DRAM e NAND.

In linea con quanto dichiarato dalla rivale SK hynix, l’azienda si aspetta che memoria e storage siano molto più scarsi nel 2027 e nel 2028, con un settore limitato dall’offerta in entrambi gli anni. Questo malgrado un aumento della produzione che la stessa Micron dà per scontato. Le spedizioni di NAND a livello di settore dovrebbero crescere nella parte centrale della fascia tra il 20% e il 30%, quelle di DRAM nella parte bassa della stessa fascia. L’industria produrrà quindi più memoria nei prossimi due anni, ma non abbastanza da tenere il passo con la domanda. Nelle slide dedicate agli investitori compare una frase piuttosto eloquente, secondo cui l’azienda non ha visibilità su quando domanda e offerta torneranno in equilibrio. Micron ha comunque annunciato di voler aumentare la spesa in conto capitale nel 2027 rispetto alle stime precedenti. La maggior parte di questo incremento servirà a costruire nuovi spazi in camera bianca, previsti tra il 2028 e la fine del decennio.

Fonte: TecnoAndroid

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