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Meta ha presentato Muse Wonder e Muse Wonder Full, due nuovi modelli di intelligenza artificiale pensati per spingere ancora più in là il suo assistente e permettergli di stare al passo con ChatGPT e Gemini. L’azienda li definisce modelli di frontiera, costruiti apposta per gli agenti personali e professionali, cioè per quei sistemi capaci di portare a termine compiti in autonomia invece di limitarsi a rispondere a una domanda. Sono anche i modelli più capaci mai sviluppati finora dal gruppo.
Per capire il senso di questa mossa bisogna fare un piccolo passo indietro. Muse è arrivato appena il mese scorso e fin dal debutto ha mostrato un’idea piuttosto ambiziosa di cosa debba essere un assistente digitale. Non si ferma a fornire risposte. Può muoversi tra diverse app, attingere alle informazioni personali dell’utente e continuare a lavorare sulle attività anche in background, mentre chi lo usa si occupa d’altro. Nella pratica si è dimostrato sorprendentemente utile, e adesso Meta prova ad alzare l’asticella con una nuova generazione di modelli che dovrebbe rendere l’agente decisamente più capace.
Cosa sanno fare Muse Wonder e Wonder Full
Il punto di forza dei nuovi modelli sta in un paio di funzioni inedite, chiamate Active Memory e Active Focus. L’obiettivo è aiutare gli agenti a conservare il contesto, cioè a ricordare cosa stanno facendo e perché, senza perdere il filo a metà strada. Ma non solo. Queste funzioni servono anche a ragionare sui problemi passo dopo passo, a recuperare quando qualcosa va storto e a gestire attività che richiedono parecchio tempo per essere completate.
Si tratta di un aspetto tutt’altro che secondario. Uno dei limiti più evidenti degli assistenti basati sull’intelligenza artificiale è proprio la difficoltà nel portare avanti compiti lunghi e articolati. Spesso dimenticano informazioni date all’inizio oppure si bloccano al primo errore. Con Muse Wonder Meta punta a risolvere esattamente questo genere di inciampi, offrendo agenti più tenaci e affidabili anche quando il lavoro si fa complesso.
Gli ambiti di utilizzo indicati dall’azienda sono parecchio vari. Secondo Meta i modelli sono in grado di aiutare a comprendere un contratto d’affitto o una pratica assicurativa, due documenti che di solito mettono in difficoltà chiunque. Possono poi analizzare dati finanziari o informazioni sulla salute e arrivano persino a sviluppare software. Un ventaglio che va dalle incombenze quotidiane fino al lavoro vero e proprio, in linea con la doppia anima personale e professionale dichiarata fin dall’inizio.
Come accedere ai nuovi modelli di Meta
La disponibilità non è identica per entrambe le versioni, e qui conviene fare un po’ di chiarezza. Muse Wonder è accessibile tramite la Model API di Meta e attraverso Muse Code, quindi può essere sfruttato sia dagli sviluppatori che vogliono integrarlo nei propri servizi sia da chi usa direttamente gli strumenti dell’azienda. Diverso il discorso per Wonder Full, la variante più completa, che resta invece un’esclusiva riservata agli abbonati a Muse Code. Una scelta che separa in modo netto l’offerta di base da quella premium, con il modello più potente accessibile soltanto a chi ha sottoscritto il servizio.
Fonte: TecnoAndroid








