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Meta Enterprise Platform, le aziende per sostenere la spesa AI

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Meta ha bisogno di una nuova fonte di guadagno per sostenere la sua corsa all’intelligenza artificiale, e l’ha individuata nel mondo delle imprese. Per molto tempo il meccanismo economico del gruppo guidato da Mark Zuckerberg è stato piuttosto lineare, con servizi gratuiti utilizzati da miliardi di persone e un pubblico sterminato da trasformare in denaro attraverso la pubblicità. Uno schema che ha funzionato a lungo e che continua a reggere buona parte dei conti, ma che da solo rischia di non bastare più.

Il motivo è abbastanza intuitivo. Sviluppare e far funzionare sistemi di AI richiede risorse enormi e l’azienda si trova così costretta a cercare un secondo motore da affiancare a quello storico. Non si tratta di abbandonare la strada degli annunci, quanto piuttosto di trovare un modo per rendere sostenibili spese di dimensioni davvero imponenti. Ed è proprio sul fronte dei costi che la questione diventa più interessante.

Una spesa da 510 miliardi di euro per l’AI

Le cifre in gioco spiegano bene la situazione. Zuckerberg ha parlato di investimenti pari a circa 510 miliardi di euro al cambio attuale da distribuire nei prossimi due anni. Una somma destinata in buona parte alle infrastrutture e ai data center necessari per alimentare l’intelligenza artificiale, cioè a quell’insieme di server, impianti e capacità di calcolo senza il quale nessun modello avanzato potrebbe esistere.

Numeri di questa portata portano inevitabilmente a una domanda molto concreta, ovvero come trasformare tutta questa potenza di calcolo in ricavi. Costruire nuovi centri dati è soltanto il primo passo, perché poi quella capacità va messa a frutto e deve produrre entrate in grado di giustificare l’esborso. Per Meta il tema è tutt’altro che teorico, visto che si parla di un impegno economico che pesa direttamente sui bilanci e che richiede un ritorno misurabile nel tempo. Affidarsi esclusivamente agli spazi pubblicitari, per quanto redditizi, potrebbe non essere sufficiente a coprire un piano di spesa così ambizioso.

Meta Enterprise Platform e il ruolo di CJ Desai

Una delle strade scelte passa dal mercato aziendale. Zuckerberg ha definito la nuova Meta Enterprise Platform il prossimo grande pilastro dell’attività del gruppo, una definizione che la dice lunga sull’importanza attribuita al progetto. L’idea di fondo è rivolgersi alle imprese e non soltanto agli utenti finali, affiancando al modello basato sugli annunci un’offerta dedicata al mondo business. In altre parole la tecnologia costruita con quegli investimenti miliardari dovrebbe trovare nelle aziende clienti disposti a pagarla.

Per guidare questa nuova fase la società di Menlo Park ha scelto Chirantan Desai, noto semplicemente come CJ, nominato per l’occasione Chief Enterprise Platform Officer. Sarà lui a occuparsi della piattaforma pensata per le imprese e dunque di uno dei tasselli su cui il gruppo punta di più per il futuro della propria strategia legata all’AI.

Si tratta di un cambio di prospettiva rilevante per una realtà che ha costruito la propria fortuna sulla gratuità dei servizi e sulla raccolta pubblicitaria. Accanto a Facebook, Instagram e alle altre app usate ogni giorno da miliardi di persone prende forma quindi un’attività con un pubblico diverso e con logiche di guadagno differenti. Il mercato delle imprese diventa così uno degli strumenti con cui Meta intende recuperare almeno in parte i 510 miliardi di euro destinati all’intelligenza artificiale nei prossimi due anni.

Fonte: TecnoAndroid

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