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Messico, un’ora a settimana a scuola per la salute mentale

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La salute mentale degli adolescenti messicani entra ufficialmente in aula, con un’ora fissa alla settimana dedicata a parlare di emozioni, ansia, isolamento e rapporti con gli altri. La presidenta Claudia Sheinbaum ha dato il via alla strategia nazionale chiamata “El ABC de las emociones”, un programma pensato per ragazzi tra i 14 e i 18 anni che punta tutto sulla prevenzione, prima che il disagio diventi emergenza. L’annuncio è arrivato durante la conferenza stampa mattutina, quella che ormai scandisce l’agenda politica del Paese.

L’idea di fondo è semplice, almeno sulla carta. Nelle scuole secondarie e negli istituti di educazione media superiore, docenti, genitori e studenti lavoreranno sulla stessa piattaforma, con gli stessi materiali, per riconoscere e affrontare insieme problemi come depressione, ansia, isolamento, bullismo e stress. Non un intervento a spot, ma qualcosa che dovrebbe diventare abitudine settimanale.

Sei milioni di studenti coinvolti e sedici milioni di guide

I numeri della strategia sono importanti. Il programma dovrebbe raggiungere 6,8 milioni di studenti, con la distribuzione di 16 milioni di guide destinate a genitori, giovani e insegnanti, ciascuna con contenuti pensati su misura per il proprio destinatario. Nelle classi di terza media e negli istituti superiori si dedicherà un’ora alla settimana a discutere il contenuto di questi materiali, con un approccio che punta al confronto più che alla lezione frontale.

Non finisce dentro le scuole. Sono previste anche brigate mediche, specialisti della salute e funzionari pubblici in sessioni dedicate al benessere mentale, che si terranno in oltre 100 spazi comunitari pubblici sparsi per il territorio. Tania Rodríguez, sottosegretaria all’Educazione Media Superior, ha spiegato che questo sarà il primo ciclo scolastico in cui la strategia verrà applicata con un approccio preventivo comunitario capace di arrivare in tutto il Paese.

C’è poi il pezzo che resta attivo tutto l’anno, la cosiddetta “Línea de la Vida”, servizio pubblico della Segreteria della Salute che offre assistenza psicologica, supporto emotivo e orientamento a distanza 24 ore su 24, sette giorni su sette, al numero 800 911 2000.

Sheinbaum ha insistito su un punto in particolare, il peso del digitale. “L’adolescenza è un periodo in cui cambiano molte cose. Cambia il nostro corpo, cambia la nostra mente, cambia il nostro rapporto con le persone e di tutto questo dobbiamo parlare. Inoltre adesso, con i social e il telefono cellulare, l’impatto sul modo in cui ci relazioniamo con gli altri è ancora maggiore”, ha detto la presidenta, aggiungendo che l’obiettivo è sostenere i ragazzi perché possano crescere in modo sano.

Gli insegnanti chiedono regole sui cellulari in classe

Nello stesso incontro, Mario Delgado, titolare della Segreteria dell’Educazione Pubblica, ha presentato i risultati di una consultazione nazionale sull’uso e la regolamentazione dei dispositivi elettronici nell’educazione di base. Il sondaggio è stato realizzato durante l’ultimo Consiglio Tecnico Scolastico in fase intensiva, per capire cosa pensano davvero i docenti di schermi e telefonini tra i banchi.

Hanno risposto 565.396 professori. Più dell’80% si è detto favorevole a stabilire linee guida e norme che garantiscano un uso sicuro e con finalità didattiche delle nuove tecnologie. Il 40% sostiene che i telefoni favoriscono la disattenzione degli alunni, il 34% che spingono ad abbandonare gli spazi di socialità fisica e oltre il 38% segnala che i conflitti nati sui social finiscono per riversarsi in classe. Il 51% propone protocolli specifici per individuare e gestire le situazioni di rischio, insieme a una collaborazione più stretta tra docenti, famiglie e studenti.

Da oltre un anno la Segreteria ha costituito un gruppo di lavoro specializzato per analizzare gli effetti di social network, intelligenza artificiale e smartphone. Sono già stati organizzati quattro forum regionali, nella zona metropolitana, nel nordovest, nel nordest e nel centro occidente, con la partecipazione di circa 20.000 persone tra accademici, docenti, dirigenti e genitori. Altri due incontri sono in programma il 3 settembre e il 17 settembre, per estendere la consultazione al sud sudest e al centro sud del Paese.

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