La crisi delle memorie che tiene sotto scacco il mercato tecnologico da parecchi mesi potrebbe avere una data di scadenza, e stando alle ultime previsioni la fine del tunnel si intravede verso la conclusione del 2027. Non è un sollievo immediato, ci sarà ancora da stringere i denti, ma almeno adesso c’è una prospettiva concreta su cui ragionare. Chi aspettava buone notizie sul fronte dei prezzi, insomma, dovrà avere ancora un bel po’ di pazienza.
Il segnale arriva da un nuovo report che riaccende qualche speranza dopo un periodo davvero complicato. I prezzi delle memorie hanno viaggiato verso l’alto per mesi, spinti da una combinazione di fattori che si sono sommati uno sull’altro fino a creare una situazione difficile da gestire per tutta la filiera.
Cosa sta strangolando il mercato dei chip
Il nodo principale ha un nome preciso, ed è quello dei chip NAND. La carenza di queste memorie ha creato un effetto domino che si è propagato un po’ ovunque, dai produttori di componenti fino ai consumatori finali. Il motivo? Buona parte della capacità produttiva è stata letteralmente risucchiata dall’intelligenza artificiale, un settore che ha una fame di memoria praticamente insaziabile e che continua a crescere a ritmi impressionanti. Il risultato di tutto questo è stato prevedibile ma non per questo meno pesante. Rincari continui, scorte che faticavano a stare dietro alla domanda, e una tensione generale che si è sentita su tutto il comparto. Chi lavora nel settore lo sa bene, quando la produzione viene assorbita quasi interamente da un unico grande cliente il resto del mercato finisce inevitabilmente per soffrirne.
Quando arriverà la svolta sui prezzi
La buona notizia, se così vogliamo chiamarla, è che questa fase non durerà per sempre. Secondo le ultime stime la carenza di chip NAND potrebbe rientrare entro la fine del 2027, aprendo la strada a quella correzione dei prezzi che in tanti stanno aspettando con una certa impazienza.
Serve però mettere le cose in chiaro su un punto. Non si tratta di un cambiamento dietro l’angolo, e chi sperava in un ribasso rapido rimarrà deluso. La strada verso la normalizzazione è ancora lunga e passa per tutto il periodo che ci separa da quella scadenza. Nel frattempo bisognerà convivere con listini gonfiati e con una disponibilità che resta sotto pressione.


