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100 Mbps bastano davvero? I consumi reali di una famiglia

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Capire se 100 Mbps bastano per una famiglia è una di quelle domande che tornano ogni volta che scade un contratto o arriva la pubblicità di un nuovo operatore, e la risposta secondo l’Osservatorio Tariffe di Segugio.it è meno drammatica di quanto si pensi: per due o tre persone quella soglia è già sufficiente nella maggior parte delle situazioni, anche quando in casa c’è chi lavora in smart working, chi segue lezioni da remoto e chi nel frattempo guarda una serie in streaming. Tutto insieme, contemporaneamente.

Il punto è che la percezione della velocità e il consumo reale di banda viaggiano su due binari diversi. Chi sceglie l’abbonamento tende a farsi attrarre dal numero più grande, quello che promette 1 Gbps o oltre, e finisce per pagare un potenziale che nella vita quotidiana non verrà mai sfruttato. Uno degli scenari simulati dall’analisi mette insieme due videochiamate, le attività scolastiche online e uno streaming 4K: il totale richiesto si ferma intorno ai 41,7 Mbps in download. Meno della metà di una linea da 100 Mbps.

Quando 100 Mbps diventano stretti

Esistono però i casi di utilizzo davvero intensivo, e lì il discorso cambia. Se alle due videochiamate e allo streaming in 4K si aggiungono il cloud gaming in 4K e la scuola online, la richiesta sale a circa 112,5 Mbps. Superata quella soglia, la connessione diventa un collo di bottiglia e ha senso guardare a offerte da almeno 200 o 300 Mbps. Non per sfizio, ma perché il margine serve, soprattutto quando le attività si sovrappongono nelle stesse fasce orarie.

C’è poi tutta la parte che i volantini raccontano poco. Le prestazioni in upload, per esempio, contano molto più di quanto si immagini per chi fa videoconferenze o carica file di lavoro. Lo stesso vale per la latenza, per la stabilità della linea e per la qualità della rete Wi Fi domestica, che spesso è il vero anello debole: un router posizionato male può vanificare qualsiasi gigabit contrattualizzato.

Quanto consumano davvero le app di tutti i giorni

I numeri raccolti dall’Osservatorio Tariffe di Segugio.it aiutano a farsi un’idea concreta. Zoom, per una videochiamata, richiede 1,8 Mbps in download e 2,6 Mbps in upload. Microsoft Teams è più esigente e si attesta su 4 Mbps sia in download sia in upload. YouTube in Full HD chiede 5 Mbps, che diventano 20 Mbps quando si passa al 4K. GeForce NOW, piattaforma di cloud gaming, si muove su 25 Mbps in Full HD e arriva a 45 Mbps per il 4K a 120 fps. La navigazione normale, la gestione dei documenti e lo studio online si accontentano di 2 Mbps in download e 1 Mbps in upload.

Sommando questi valori si capisce quanto sia difficile, per un nucleo familiare medio, saturare una linea da 100 Mbps. Servono condizioni particolari, più utenti pesanti attivi nello stesso momento e un uso spinto del gaming in streaming.

La parte più curiosa dell’analisi riguarda i prezzi, perché il mercato italiano ha prodotto un piccolo paradosso. Le linee più veloci costano leggermente meno di quelle intermedie: una connessione da 1 Gbps viene proposta mediamente a 24,23 euro al mese, mentre le offerte che vanno da 100 a 300 Mbps si collocano in media a 24,31 euro. Una differenza minima, quasi simbolica, ma che ribalta la logica secondo cui si paga di più per avere di più.

Questo significa che la scelta, oggi, non si gioca più tanto sul risparmio quanto sulla copertura effettiva dell’indirizzo e sulla tecnologia disponibile. Dove la fibra arriva fino a casa, prendere la soglia più alta non comporta un sovrapprezzo apprezzabile. Dove invece l’infrastruttura limita le opzioni, sapere che 100 Mbps coprono tranquillamente due videochiamate, lo studio a distanza e un film in 4K evita ansie inutili e abbonamenti sovradimensionati.

Fonte: TecnoAndroid

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