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La produzione della McLaren Artura sembra avviata verso il capitolo finale, e con tempi piuttosto stretti: le indiscrezioni che arrivano dall’ambiente industriale parlano di uno stop fissato al 2028, appena sei anni dopo le prime consegne ai clienti. Nessun annuncio ufficiale da Woking, va detto, ma la voce circola con insistenza e si appoggia su una fonte che conoscerebbe i piani interni dell’azienda. Sei anni di vita commerciale, per una supercar di questo livello, sono davvero pochi.
Chi ha seguito la vicenda da vicino, però, non cadrà dalla sedia. Il percorso della supercar ibrida inglese è stato accidentato sin dall’inizio, con un lancio rinviato più di una volta prima che la linea di montaggio si mettesse davvero in moto nel 2022. E anche dopo, quando le prime vetture hanno iniziato a raggiungere i garage dei clienti, i grattacapi non sono finiti. Problemi di qualità, interventi correttivi, consegne sospese per rimettere a posto i difetti. Non esattamente il biglietto da visita che un costruttore di questo calibro sogna per un modello destinato ad aprire una nuova era.
Un debutto in salita per la supercar di Woking
L’ammissione più chiara è arrivata dall’allora amministratore delegato Michael Leiters, che sulla maturità del progetto non ha girato intorno alla questione. Alla fine del 2022 spiegò che l’auto non era pronta quando era prevista la consegna ai primi clienti, e che l’azienda si trovava già con un ritardo consistente sulla linea di produzione. La scelta fu drastica: azzerare completamente la produzione giornaliera per risolvere i problemi di qualità. Zero vetture al giorno, letteralmente, fino a quando la situazione non fosse tornata sotto controllo.
Un peccato, perché sulla carta l’idea era solida. La McLaren Artura nasceva con l’obiettivo di allargare il pubblico del marchio, avvicinando clienti più giovani e più sensibili al discorso tecnologico. Sotto la carrozzeria, un V6 biturbo di 3 litri abbinato a un motore elettrico, una combinazione che al momento del debutto rappresentava un salto tecnico notevole per Woking. Potenza complessiva di 500 kW, ovvero 680 CV. Numeri rispettabili, anche se il contesto delle supercar ibride si è mosso in fretta.
La sostituta arriva già nel 2027
Il ricambio, a quanto pare, è già in cantiere. Si parla di una nuova coupé ibrida con nome in codice P34, attesa per il 2027, costruita ancora attorno a un V6 biturbo ma con un livello di prestazioni ben più alto. La potenza complessiva dovrebbe superare i 597 kW, vale a dire circa 811 CV. Uno scarto consistente rispetto alla Artura, che secondo questa tabella di marcia convivrebbe con la nuova arrivata per circa un anno prima di lasciarle definitivamente il posto.
E non sarebbe l’unico movimento in casa McLaren. Le indiscrezioni più recenti raccontano di un lavoro parallelo su fronti inediti per il marchio, a partire da un SUV, il primo della storia dell’azienda, identificato internamente con la sigla P47. Nello stesso pacchetto ci sarebbe anche una Gran Turismo con motore anteriore e carrozzeria berlina, una direzione che fino a pochi anni fa sarebbe sembrata impensabile per un costruttore così legato all’idea della biposto centro motore.
Resta il fatto che la Artura, nata come modello di accesso alla gamma e come dimostrazione delle capacità ibride del marchio, chiuderà la sua corsa con un bilancio complicato. Le difficoltà del lancio hanno pesato sulla percezione dell’auto, e la finestra di sei anni indicata dalle indiscrezioni sarebbe tra le più corte per una vettura di serie firmata Woking. La versione Spider, arrivata dopo la coupé, ha aggiunto varietà alla proposta senza però cambiare la traiettoria generale del progetto. McLaren, dal proprio quartier generale, non ha commentato le voci sulla fine della produzione né sui tempi del passaggio di consegne verso la P34.
Fonte: TecnoAndroid








