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Maserati, il V8 e il cambio manuale potrebbero tornare presto

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Il V8 Maserati potrebbe tornare a far battere il cuore degli appassionati di motori termici, e stavolta la voce arriva direttamente da chi guida l’ingegneria del marchio del Tridente. Dopo aver puntato tutto su motori più silenziosi e su un futuro che sembrava ormai segnato dall’elettrico, la casa modenese sta rimettendo mano ai propri piani. E tra le idee che tornano sul tavolo ci sono due parole che sembravano appartenere al passato: otto cilindri e cambio manuale, riservati a una manciata di modelli in edizione limitata.

Fino a poco tempo fa la spina dorsale della gamma era il Nettuno V6 biturbo, un motore pensato come tappa intermedia prima di una svolta completamente a batteria che poi è stata accantonata. Ora chi comanda ammette quello che gli entusiasti dicevano da tempo. Certi acquirenti vogliono più cilindri, e Maserati ha nella propria storia gli strumenti giusti per accontentarli. Non è nostalgia fine a sé stessa, è una lettura del mercato che cambia sotto i piedi.

Perché otto cilindri hanno ancora senso

A parlarne è stato Davide Danesin, capo dell’ingegneria del marchio, che in un’intervista non ha usato giri di parole. La sua opinione personale è chiara: il V8 potrebbe davvero tornare. Certo, aggiunge, non lo venderebbero in grandi numeri, ma qualcuno lo comprerebbe di sicuro. Danesin, che sull’argomento era già intervenuto in passato, ha confermato che gli studi di fattibilità tecnica hanno già valutato come infilare un otto cilindri nella gamma attuale.

Le nuove GranTurismo, GranCabrio e Grecale poggiano su un’evoluzione dell’architettura Giorgio di Alfa Romeo, mentre la supercar MCPura usa una monoscocca in fibra di carbonio condivisa con l’Alfa Romeo 33 Stradale. Il via libera dalla casa madre Stellantis non è ancora arrivato, ma il tono di Danesin era ottimista. Lo slancio verso il V8 sta crescendo, dice, e lo spazio per farlo esiste.

Il punto, secondo lui, non è la potenza. Il V6 già ne ha abbastanza. È più una questione di percezione, di avere il motore giusto per una certa vettura. E quale V8 sarebbe? Quello di derivazione Ferrari ha lasciato la gamma nel 2024, mentre gli attuali motori americani di Stellantis non convincono. L’Hemi, per esempio, ha dimensioni troppo ingombranti. Servirebbe quindi un motore nuovo o un accordo con un fornitore.

Il cambio manuale come un orologio meccanico

Insieme al V8, Maserati sta pesando il ritorno del cambio manuale sulle sportive più esclusive. Danesin immagina una soluzione meccanica, con un buon motore, dentro una vettura in pochissimi esemplari, capace di regalare l’esperienza completa come vent’anni o trent’anni fa. Niente simulazioni elettroniche come fatto da altri, ma il vero collegamento meccanico che porta fin sulla leva le vibrazioni del motore.

Il paragone che usa è quello di un orologio meccanico. Costoso da produrre, tecnicamente superato, eppure prezioso proprio perché raro. Gli automatici cambiano marcia più in fretta da almeno quindici anni, riconosce, ma il punto non è la marcia perfetta. È il richiamo della sensazione meccanica, con tutte le sue piccole imperfezioni che diventano parte del piacere.

Sul fronte dei costi, i numeri parlano chiaro. Un buon manuale oggi potrebbe costare tra i 15.000 e i 20.000 euro, mentre un automatico resta sotto i 3.000 euro. La bassissima produzione fa lievitare tutto. Sia le future sportive manuali sia quelle a V8 uscirebbero probabilmente da BottegaFuoriserie, il reparto di personalizzazione e carrozzeria condiviso con Alfa Romeo. Che significa serie limitate e prezzi all’altezza dell’esclusività.

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