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Il passaggio alle auto elettriche va a rilento: l’Italia indietro rispetto ai grandi Paesi europei
L’aumento dell’offerta ha giocato un ruolo fondamentale. I modelli base disponibili sono saliti a 115, il 12% in più rispetto all’anno prima. I prezzi si sono stabilizzati, le batterie offrono più autonomia e i tempi di ricarica si sono ridotti. Anche le infrastrutture iniziano a migliorare. Alla fine del 2024, l’Italia contava 66.000 punti di ricarica pubblici, con una crescita del 34%. Particolarmente rilevante l’espansione delle colonnine fast, aumentate del 67%, che ora rappresentano il 20% del totale. Il cammino però è ancora lungo, e anche se alcuni numeri sono positivi, non bastano a garantire il raggiungimento degli obiettivi ambientali fissati per il 2030. Anzi tra i maggiori Paesi europei, il nostro prevede il dato peggiore.
Il Piano nazionale energia e clima prevede 6,6 milioni di veicoli elettrici in circolazione entro il 2030. Ciò significa immatricolare almeno un milione di unità ogni anno. Ma per raggiungere un simile obiettivo servono interventi più decisi. Incentivi stabili, meno burocrazia, comunicazione chiara, oltre che una rete di ricarica più diffusa, anche fuori dalle città.
Secondo lo Smart Mobility Report 2025, il mercato italiano è ancora troppo condizionato da politiche incerte. Intanto, la Cina continua a dominare la scena mondiale, con oltre 12 milioni di veicoli elettrici prodotti nel 2024 e una presenza sempre più forte anche in Europa. La sfida non è solo tecnologica o industriale, è politica, culturale, strategica. Insomma la transizione è iniziata, ma solo una visione a lungo termine potrà farci restare al passo con il cambiamento.
Fonte: TecnoAndroid








