I licenziamenti XBOX continuano a lasciare strascichi pesanti, e le nuove testimonianze raccolte tra i dipendenti raccontano qualcosa che va ben oltre i numeri. Il ritratto che emerge è quello di una comunicazione ridotta all’osso, arrivata dopo settimane di silenzio e incertezza per una fetta consistente del personale. Uno sviluppatore ha raccontato che in molti non avevano idea di cosa stesse succedendo, mentre anche i responsabili di livello più alto o non sapevano nulla oppure preferivano tenere per sé le informazioni in loro possesso.
Videochiamate lampo e microfoni spenti
Il modo in cui la perdita del posto sarebbe stata comunicata fa una certa impressione. Videochiamate rapidissime con i dirigenti dei rispettivi studi, chat disattivata, microfoni dei dipendenti silenziati in maniera permanente. In almeno un caso anche le telecamere sarebbero state spente in automatico, così chi doveva consegnare la notizia non poteva nemmeno vedere in faccia i colleghi coinvolti. Una scena che, raccontata a parole, sembra quasi surreale.
Una delle testimonianze più dure arriva da id Software, lo studio dietro grandi nomi del settore, dove i tagli avrebbero riguardato oltre 130 persone. La chiamata dedicata allo studio sarebbe durata meno di 60 secondi. Ai lavoratori allontanati è stato pure chiesto di non presentarsi in ufficio, peccato che molti fossero già in viaggio quando hanno ricevuto la comunicazione. Dopo l’annuncio, gli accessi a Slack e alla posta interna sarebbero stati revocati nel giro di 48 ore. Un taglio netto, che ha spinto i colleghi rimasti a ricostruire i pezzi attraverso canali non ufficiali, molti dei quali gestiti da membri e organizzatori sindacali.
La paura di altri 1.600 tagli
L’interruzione improvvisa delle comunicazioni aziendali ha lasciato pochissimo spazio per confrontarsi direttamente con le persone toccate dai provvedimenti. Le testimonianze parlano di settimane passate a fare ipotesi, a preoccuparsi, ad aspettare risposte che non arrivavano. Da id Software è arrivato un giudizio senza mezzi termini. Secondo uno sviluppatore coinvolto, Microsoft non avrebbe mostrato alcuna attenzione verso chi stava perdendo il lavoro, gestendo l’intero processo in un modo che lo ha reso ancora più doloroso. È la percezione di chi ha vissuto quelle procedure sulla propria pelle, va detto.
Sul personale rimasto pesa poi la prospettiva di ulteriori 1.600 tagli, annunciati dalla CEO di XBOX Asha Sharma prima del 2027. Uno sviluppatore ha ammesso di non capire come chi lavora ancora negli studi possa sentirsi al sicuro davanti a una riduzione già messa nero su bianco, con conseguenze dirette sul morale delle squadre e sulla fiducia verso i vertici.