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LibreOffice 26.8, un milione di download in sette giorni

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Il milione di download superato in appena sette giorni ha trasformato LibreOffice 26.8 nella release più scaricata di sempre nella storia della suite, almeno stando ai numeri diffusi da The Document Foundation. Il conteggio si riferisce alle sole richieste arrivate dal sito ufficiale tra il 26 agosto e il 2 settembre 2026, il che rende la cifra piuttosto conservativa: fuori dal calcolo restano tutte le installazioni Linux che passano dai repository delle distribuzioni, da Snap Store, da Flathub o dai PPA. Tradotto, le nuove installazioni reali sono parecchie di più.

A rendere interessante il dato non è solo la quantità, ma il contesto. Questa versione, disponibile per Windows, macOS e Linux, arriva con un pacchetto di modifiche che tocca tipografia, scritture bidirezionali, compatibilità con i formati Microsoft e prestazioni generali. E soprattutto con una scelta dichiarata in modo esplicito, cioè nessuna funzione di AI generativa a bordo e nessun documento spedito verso servizi remoti per essere elaborato.

Cosa cambia davvero dentro LibreOffice 26.8

Il pezzo forte, per chi scrive testi lunghi, si chiama Paragraph Composer ed è arrivato in Writer. In pratica l’algoritmo non ottimizza più la spaziatura riga per riga, ma ragiona su più righe consecutive insieme. Chi ha lavorato con paragrafi giustificati pieni di parole lunghe o di punti di interruzione scomodi sa bene quanto quel dettaglio incida sulla resa finale della pagina. Il risultato è una giustificazione visivamente più regolare, senza quei buchi bianchi che rovinano l’impaginazione.

Accanto a questo arriva il supporto nativo alle variazioni OpenType, pensato per i font variabili, e un allineamento alla griglia di base che ora funziona anche per il testo inserito nei frame. Piccole cose, in apparenza, ma sono esattamente quelle che fanno la differenza quando un documento deve andare in stampa o essere consegnato a un cliente.

Capitolo scritture complesse. Writer riconosce in automatico la direzione del paragrafo quando apre un file o quando riceve testo incollato, mentre Calc applica la direzione RTL nel momento in cui l’utente digita testo da destra a sinistra dentro una cella vuota. LibreOffice Math, dal canto suo, allarga il supporto agli alfabeti N’Ko e Adlam. Sono aggiornamenti che non finiscono negli screenshot promozionali, però contano parecchio per chiunque gestisca documentazione multilingua o lavori con sistemi di scrittura lontani dall’orientamento occidentale.

Sul fronte compatibilità con Microsoft Office il lavoro è altrettanto pratico. LibreOffice Chart adesso conserva la definizione di alcuni nuovi tipi di grafico OOXML, tra cui box and whisker, funnel, Pareto, sunburst, treemap e waterfall. Non può ancora né visualizzarli né modificarli, chiaro, ma il meccanismo di round trip fa sì che un elemento non supportato attraversi la suite senza venire cancellato dal documento. Resta un limite sulle mappe geografiche, i cui dati associati non vengono preservati per intero.

La suite che rinuncia all’intelligenza artificiale

Il record di download acquista un peso diverso se si guarda a cosa stanno facendo gli altri. Mentre buona parte dei software per la produttività corre a integrare assistenti basati su modelli linguistici, The Document Foundation ha preso la direzione opposta e lo mette nero su bianco: la nuova versione non contiene funzioni di AI generativa, non spedisce i file a server esterni per l’elaborazione e non ha bisogno di una connessione di rete per funzionare.

Per chi maneggia documenti riservati, dati personali o materiale soggetto a vincoli di trattamento, questo significa una cosa molto concreta, cioè meno flussi di dati verso l’esterno da dover analizzare e giustificare. La fondazione ricorda inoltre che il software non prevede pubblicità, telemetria, abbonamenti o account obbligatori, e che viene distribuito con licenza Mozilla Public License v2.

Chi preferisce una manutenzione più prudente può continuare a usare la serie 26.2, pensata per gli ambienti produttivi che non hanno fretta di aggiornarsi, mentre la 26.8 punta tutto sulle funzionalità più recenti. Il milione di download, da solo, non certifica una crescita della base utenti complessiva, ma resta un indicatore misurabile dell’attenzione che questa release ha saputo raccogliere.

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