Trovare una berlina sportiva che metta insieme tutto senza costringere a scendere a compromessi è diventata quasi un’impresa, eppure la Lexus IS 500 ci prova davvero. Il suo segreto sta in una ricetta che sa di altri tempi, un V-8 aspirato abbinato alla trazione posteriore e alla proverbiale affidabilità del marchio giapponese. Una combinazione rara, di quelle che oggi si contano sulle dita di una mano.
Le rivali tedesche, come l’Audi S4, offrono tecnologia, potenza turbo e trazione integrale, tutto molto bello finché non arriva il momento di pagare la manutenzione con il passare dei chilometri. Dall’altra parte del ring ci sono i marchi di lusso giapponesi, storicamente concentrati sulla durata e sui costi di gestione contenuti, ma spesso poco entusiasmanti per chi cerca coinvolgimento alla guida. La IS 500 si infila proprio nello spazio tra questi due mondi.
L’ultima di una razza in via di estinzione
Le auto costruite attorno a un motore V-8 aspirato stanno sparendo. Con le normative sulle emissioni sempre più severe, quasi tutti i costruttori sono passati a propulsori turbo più piccoli o a soluzioni ibride. Lexus, invece, è rimasta fedele a una formula più tradizionale.
Tutto nasce dalla IS F del 2008, la prima a montare il 2UR-GSE da 5.0 litri sviluppato insieme a Yamaha. Un motore che si è guadagnato subito la fama di essere uno dei migliori propulsori sportivi mai usciti dal Giappone, capace di girare alto e di durare nel tempo. Quello stesso cuore batte ancora oggi sotto il cofano della IS 500 F Sport Performance, una delle ultime berline di lusso a trazione posteriore con un otto cilindri aspirato.
I numeri parlano chiaro. Il V-8 eroga 472 cavalli e 395 lb-ft di coppia, con una zona rossa fissata a 7.300 giri. Testate progettate da Yamaha, valvole di aspirazione in titanio, doppia iniezione D-4S, componenti forgiati e una generosa capacità dell’olio. Tutto pensato per resistere agli anni. Nonostante l’assenza di turbo e trazione integrale, lo scatto da 0 a 96 km/h avviene in circa 4,3 secondi, un valore che la mette in fila con le migliori tedesche.
Affidabilità e piacere di guida senza sensi di colpa
Il fascino della IS 500 non si esaurisce nel motore. Lexus ha abbinato il V-8 a un cambio automatico Aisin a otto rapporti, robusto e collaudato, che preferisce la solidità alla velocità estrema di certi doppia frizione. Una scelta che si ripete in tutta la vettura, dove al posto della tecnologia più recente si è puntato su ingegneria provata, capace di sopportare anni di guida vivace senza i costi di manutenzione tipici delle rivali europee più complesse.
Su strada la berlina sa essere docile nel traffico e feroce quando serve. Abitacolo ben insonorizzato, sedili avvolgenti, sospensioni adattive che regalano la raffinatezza attesa da una Lexus moderna. Poi basta affondare il piede e il carattere cambia completamente. Il rumore di aspirazione, lo scarico, lo sterzo diretto e la prevedibilità del retrotreno creano un’esperienza analogica difficile da trovare altrove. L’unico vero compromesso sono i consumi, dichiarati intorno ai 20 mpg combinati, ma chi guarda una IS 500 difficilmente lo fa pensando alla pompa di benzina. Anche l’aspetto economico gioca a favore. Il prezzo di listino oscillava tra i 56.000 e i 61.000 euro circa, ma il mercato dell’usato la sta rendendo molto più accessibile. Diversi esemplari ben tenuti passano di mano a cifre nettamente inferiori, e molti hanno percorso pochi chilometri, segno che i proprietari tendono a tenersele strette invece di rivenderle dopo qualche anno.


