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Nuova analisi sulle truffe via SMS: ecco cosa è emerso
La ricerca stima che le perdite complessive passeranno da 80 miliardi di dollari nel 2025 a 71 miliardi l’anno successivo. Un calo pari al 10%. La flessione non è frutto del caso, ma il risultato di una duplice dinamica. Da un lato la contrazione del traffico globale di SMS aziendali. Dall’altro il rafforzamento dei meccanismi di difesa implementati dagli operatori. Firewall di nuova generazione e strumenti di monitoraggio automatizzato stanno, infatti, riducendo la capacità dei truffatori di mimetizzarsi tra le comunicazioni legittime.
Come spiega Ardit Ballhysa, Senior Research Analyst di Juniper Research, l’SMS sta progressivamente perdendo valore come vettore per attività criminali. Con la riduzione del volume di messaggi, individuare quelli fraudolenti risulta più semplice. La diminuzione, però, non equivale a una scomparsa del fenomeno. Gli esperti sottolineano che i truffatori continueranno a ideare nuove tecniche, spingendo gli operatori a mantenere un livello di vigilanza costante.
Tra le misure ritenute più efficaci emerge l’adozione di sistemi di deep content inspection. Una tecnologia che consente di analizzare in profondità il contenuto dei messaggi. Riconoscendo link sospetti o media ingannevoli in tempo reale. Tale approccio supera la semplice verifica dell’identità del mittente e permette di individuare modelli di frode con maggiore rapidità. Dunque, il calo previsto delle truffe via SMS, anche se rappresenta un segnale positivo, evidenzia una sfida più ampia: quella di un ecosistema mobile che deve costantemente difendersi da minacce sempre più sofisticate.










