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Isola del Giglio, il pontile che produce energia da sole e onde

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All’Isola del Giglio un semplice pontile ha cambiato natura e oggi produce energia rinnovabile, sfruttando insieme la luce del sole e il movimento del mare. Non si limita più a galleggiare e a offrire un punto d’approdo alle imbarcazioni, ma diventa parte attiva di un sistema che genera elettricità. Dietro c’è Seares, l’azienda che ha sviluppato il progetto dopo oltre quattro anni di ricerca e sperimentazione portati avanti insieme al Comune dell’isola.

L’obiettivo è piuttosto chiaro e punta a prendere un’infrastruttura portuale del tutto tradizionale per trasformarla in qualcosa di energeticamente attivo e produttivo. Un’idea che a prima vista sembra semplice, ma che ha richiesto parecchio tempo di prove prima di arrivare alla configurazione attuale del pontile.

Due tecnologie sulla stessa piattaforma

Il cuore del progetto sta nella combinazione di due soluzioni molto diverse tra loro. La prima è una pavimentazione fotovoltaica calpestabile firmata New Time, azienda che Seares ha scelto anche per curare l’integrazione elettrica dell’intero sistema. In pratica la superficie su cui si cammina è la stessa che cattura la luce e la converte in corrente, senza bisogno di pannelli aggiuntivi montati altrove.

La seconda tecnologia è invece tutta di casa Seares. Si tratta di quattro Seadamp FX da 300 W ciascuno, smorzatori idraulici progettati per ricavare elettricità dal movimento dell’acqua. Messe insieme, le due componenti arrivano secondo le aziende a una potenza complessiva stimata di 5,2 kW.

I Seadamp FX però non servono soltanto a produrre. Hanno anche un ruolo strutturale tutt’altro che secondario, perché Seares dichiara che sono in grado di ridurre le oscillazioni del pontile fino al 90%. Il risultato è doppio, con una piattaforma decisamente più stabile per chi la utilizza e allo stesso tempo il recupero di una parte dell’energia sviluppata dalle onde. Lo stesso dispositivo, insomma, migliora la struttura e la rende produttiva.

Sole di giorno, mare anche quando la luce manca

Il vantaggio di affiancare le due tecnologie emerge guardando ai tempi di produzione. Il fotovoltaico lavora nelle ore di irraggiamento, mentre il sistema idrodinamico può continuare a sfruttare risacca e movimento del mare anche quando la luce cala o scompare del tutto. Le due fonti in sostanza si completano a vicenda e coprono momenti diversi della giornata.

C’è poi un aspetto inedito da segnalare. Con il progetto dell’Isola del Giglio la pavimentazione di New Time viene integrata per la prima volta con una tecnologia di recupero energetico dal moto ondoso, un abbinamento che unisce due mondi finora rimasti separati per questo tipo di superficie.

La filosofia alla base è quella di usare superfici che esistono già senza stravolgerne la funzione principale. Il pontile resta un piano calpestabile e un’infrastruttura per l’ormeggio, ma nello stesso momento entra a far parte dell’impianto di produzione energetica. Nessuna rinuncia quindi rispetto all’uso originario, perché barche e passeggeri continuano a servirsene esattamente come prima.

Si tratta di un approccio che New Time porta avanti anche su altri elementi architettonici. Oltre alle pavimentazioni fotovoltaiche l’azienda applica la stessa logica a vetri, coppi e parapetti, trasformando componenti presenti in edifici e strutture di ogni giorno in superfici capaci di generare energia.

Fonte: TecnoAndroid

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