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Esiste una sorta di Call of Duty tax, una tassa invisibile che ogni nuovo capitolo della celebre serie si ritrova a pagare quando arriva il momento delle recensioni e della copertura mediatica. A sostenerlo è Tyler Bahl, responsabile marketing di Activision, che in un’intervista ha spiegato come la popolarità del marchio finisca per trasformarsi in un peso più che in un vantaggio.
Alla domanda su una presunta diminuzione dell’attenzione riservata al franchise, il dirigente ha chiarito che la visibilità non manca affatto. “Riceviamo copertura mediatica” ha spiegato Bahl “ma quando pensiamo alle recensioni o all’attenzione ricevuta dal gioco parliamo spesso di Call of Duty tax”. Il concetto è piuttosto semplice. Un nome così grande attira molti sguardi ma porta con sé anche aspettative che rendono ogni giudizio più severo.
Bahl ha poi allargato il discorso al panorama attuale, dove l’interesse del pubblico si concentra spesso altrove. “C’è chiaramente molto entusiasmo attorno ai giochi indipendenti e alle nuove uscite che compaiono ogni giorno su Steam” ha osservato. “Call of Duty è presente da moltissimo tempo e proprio per questo a volte ci si dimentica di quanto lavoro ci sia dietro, nello specifico 4.500 dipendenti che cercano di realizzare la migliore esperienza possibile”. Proprio per via delle vendite straordinarie accumulate dalla saga, la sensazione degli sviluppatori è che ogni episodio debba sgomitare per farsi notare e che talvolta venga penalizzato in fase di valutazione.
Da Black Ops 7 a Modern Warfare 4
I segnali che arrivano da Modern Warfare 4 sembrano però incoraggianti. Le prenotazioni del nuovo capitolo su Steam hanno già doppiato quelle di Black Ops 7, un dato tutt’altro che trascurabile se si considera che l’episodio dello scorso anno non aveva convinto per una serie di ragioni, alcune concrete e altre francamente un po’ costruite.
Dalle parti di Activision non si nasconde che qualcosa non abbia funzionato. Bahl ha ammesso che il team non era soddisfatto di ogni aspetto del gioco precedente e che il feedback della community è stato recepito in modo chiaro, tanto da spingere gli sviluppatori a intervenire partendo proprio da quei riscontri. La direzione scelta per il nuovo episodio è piuttosto netta. “Stiamo tornando a uno sparatutto militare più concreto” ha raccontato il responsabile marketing. “Vogliamo renderlo cinematografico, autentico e recuperare quella grinta che contraddistingue Call of Duty”.
Il peso di due Black Ops di fila
A incidere sul recente passato della serie è stata soprattutto la decisione di pubblicare uno dopo l’altro Black Ops 6 e Black Ops 7. Una strategia che non ha portato i risultati sperati e che anzi si è rivelata un boomerang per l’editore. “Non era quello che la nostra community cercava” ha riconosciuto Bahl con una certa franchezza.
Secondo il dirigente i giocatori chiedevano qualcosa di fresco. Le ambientazioni temporali cambiavano e lo stesso accadeva alle modalità di gioco, arricchite da nuove funzionalità, eppure il pubblico desiderava soprattutto un cambio di tono. “Abbiamo già dichiarato che un futuro capitolo darà vita a una nuova sottoserie e abbiamo già iniziato a gettarne le basi” ha spiegato Bahl. “Tuttavia siamo davvero entusiasti di Modern Warfare 4 perché risponde ad alcune delle osservazioni che abbiamo ricevuto”.
Fonte: TecnoAndroid


