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Il nome iPhone Ultra circola da mesi negli ambienti dei leaker, ma a quanto pare il primo pieghevole di Apple potrebbe non meritarselo affatto. La questione è tutt’altro che secondaria, perché in casa Apple le etichette hanno un peso specifico enorme: “Pro”, “Air”, “Ultra” non sono decorazioni, raccontano esattamente dove si colloca un prodotto nella gerarchia interna. E se il nome sbagliato finisce sulla scatola sbagliata, il messaggio commerciale si sfalda.
Il punto di partenza è una segnalazione arrivata da Digital Chat Station lo scorso aprile, secondo cui il dispositivo pieghevole avrebbe portato proprio il marchio Ultra. Fino a quel momento la stampa specializzata si era più o meno accordata su iPhone Fold, dopo aver flirtato con soprannomi come “iFold” e “iFlip”. Ora però arriva la smentita di un altro informatore attivo su Weibo, Instant Digital, che ribalta il tavolo.
Il badge Ultra sarebbe riservato ad altro
Secondo Instant Digital, la sigla Ultra verrebbe tenuta da parte per il modello celebrativo del ventesimo anniversario di iPhone e per i suoi eredi. Non si tratta soltanto di gestire un catalogo di nomi che si sta esaurendo. Il ragionamento è più concreto: il pieghevole semplicemente non sarebbe abbastanza sofisticato da giustificare quel titolo.
Certo, lo schermo che si piega basta da solo a farlo notare in qualsiasi vetrina. Ma la scheda tecnica non lo collocherebbe nella stessa fascia occupata dai chip Ultra ad altissime prestazioni o da Apple Watch Ultra, il modello costruito per resistere a tutto. Insomma, la parola porta con sé un’aspettativa di superiorità assoluta che il dispositivo non sarebbe in grado di soddisfare.
Pochi giorni prima, l’analista di Creative Strategies Max Weinbach aveva alimentato un dibattito molto simile, sostenendo che il pieghevole sarà sì un oggetto unico, ma si posizionerà comunque un gradino sotto iPhone Pro. A quel punto è intervenuto il giornalista di Bloomberg Mark Gurman, spiegando che internamente in Apple il prodotto viene chiamato proprio iPhone Ultra. Non è chiaro, però, se Instant Digital stia solo riprendendo quelle affermazioni oppure se abbia informazioni di prima mano sulla nomenclatura definitiva.
Le rinunce che pesano sulla scheda tecnica
Il design inedito e le possibilità di multitasking di un display che si apre a libro conquisteranno una fetta di pubblico, questo è fuori discussione. Resta il fatto che non sarà l’iPhone pieghevole più completo mai visto sul mercato, almeno non sulla carta. L’elenco delle rinunce è nutrito: al posto di Face ID ci sarebbe Touch ID, mancherebbe la fotocamera teleobiettivo, non ci sarebbe MagSafe e verrebbe eliminato anche il tasto Azione.
Sono compromessi che nascono dalla complessità costruttiva di questa categoria di prodotti, non da scelte di risparmio. Piegare uno schermo significa ripensare lo spazio interno, la distribuzione dei componenti, la gestione dello spessore. Chi è affezionato all’ecosistema iOS, con buona probabilità, accetterà volentieno di sacrificare qualche funzione a cui era abituato per avere in tasca un tablet che si chiude.
Produzione avviata, ma le scorte saranno limitate
Sul fronte industriale, sempre secondo Instant Digital, la cerniera continua a dare grattacapi agli ingegneri di Apple. Nonostante questo le linee produttive stanno andando avanti. Il nodo, però, riguarda i volumi: le scorte iniziali saranno contenute, con una previsione di circa 10 milioni di unità prodotte nel corso di quest’anno.










