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iPhone Duo, Apple spiega perché ha aspettato tanti anni

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Ci sono voluti anni perché iPhone Duo passasse dallo stato di progetto interno a prodotto reale, e adesso a spiegare quel ritardo ci pensano direttamente due dei volti più riconoscibili di Apple: John Ternus e Greg Joswiak. Il punto centrale del loro racconto è semplice da riassumere e complicato da mettere in pratica, ovvero l’idea che l’azienda non abbia voluto arrivare per prima, ma arrivare quando il prodotto era all’altezza di quello che il nome iPhone porta con sé.

È un tipo di risposta che chi segue Apple da tempo ha già sentito in altre occasioni, eppure in questo caso assume un peso diverso. Perché l’attesa è stata lunga, perché nel frattempo il mercato si è mosso, e perché il prezzo del nuovo dispositivo non è esattamente una cifra che passa inosservata. Ternus e Joswiak affrontano entrambi i temi senza troppi giri di parole, rivendicando la scelta dei tempi e difendendo il posizionamento commerciale.

Perché Apple ha aspettato tanto prima di lanciare iPhone Duo

Il ragionamento che emerge dalle parole dei due dirigenti ruota attorno alla maturità tecnica. Apple non considerava pronto un prodotto del genere finché ogni componente non raggiungeva lo standard che l’azienda si è imposta negli anni, e su un oggetto come iPhone Duo i compromessi si vedono subito, si toccano con mano ogni volta che lo si usa. Meglio quindi restare fermi, lavorare in silenzio e uscire allo scoperto solo a lavoro finito.

Questo approccio ha un costo evidente, quello di lasciare campo libero alla concorrenza per parecchio tempo. Ternus e Joswiak però la leggono al contrario: l’obiettivo non era esserci, era esserci bene. Un prodotto anticipato di qualche anno sarebbe stato un esperimento, non un iPhone. E la differenza, nella logica di Cupertino, conta più della rincorsa alle tabelle di marcia altrui.

Il progetto tenuto nascosto e la gestione del segreto

Un capitolo interessante riguarda il modo in cui il progetto è rimasto coperto così a lungo. La cultura della segretezza in Apple è quasi leggendaria, ma su un dispositivo atteso e chiacchierato come questo il livello di attenzione è stato ancora più alto. Il risultato è che lo sviluppo è andato avanti per anni senza che l’immagine complessiva del prodotto finito emergesse davvero, tra compartimentazione interna e controllo sulla filiera.

Non è solo una questione di marketing o di effetto sorpresa alla presentazione. Tenere coperto un progetto significa anche potersi permettere di cambiare strada, rimandare, rifare. Un dispositivo di cui il pubblico non conosce le scadenze non ha scadenze pubbliche da rispettare, e questo margine di manovra ha permesso agli ingegneri di lavorare senza la pressione di un annuncio già bruciato.

La difesa del prezzo elevato

Sul prezzo la posizione dei due dirigenti è netta. Il costo alto non viene presentato come un vezzo o come un posizionamento di lusso fine a se stesso, ma come la conseguenza diretta di ciò che c’è dentro il dispositivo, delle soluzioni tecniche adottate e degli anni di ricerca che hanno preceduto il lancio. In altre parole, secondo Apple il valore c’è e si vede.

Resta il fatto che iPhone Duo si colloca in una fascia che restringe parecchio il pubblico potenziale, almeno all’inizio. Ternus e Joswiak sembrano consapevoli del punto e non provano a minimizzarlo, preferendo spostare il discorso sul terreno che l’azienda conosce meglio, quello della qualità percepita nel tempo e di un prodotto pensato per durare più di una stagione commerciale.

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