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Il progetto di un iPhone tutto vetro per il ventesimo anniversario, quello che secondo le indiscrezioni avrebbe dovuto stravolgere l’estetica del telefono più famoso del mondo, potrebbe essere finito in un cassetto. A sostenerlo è Edison Lee, analista di Jefferies, che ha appena tagliato il giudizio sul titolo Apple portandolo a “Underperform” e ha indicato proprio la presunta cancellazione di quel dispositivo come una delle ragioni principali della sua mossa. Non una voce qualsiasi, insomma, ma nemmeno una conferma ufficiale, visto che da Cupertino non è mai arrivato un commento su questa storia.
La ricostruzione è abbastanza lineare. Il progetto di un iPhone 20 con scocca interamente in vetro veniva dato in sviluppo già nel 2025, con un debutto ipotizzato per il 2027, e affondava le sue radici in una domanda di brevetto depositata silenziosamente da Apple nel 2019 per un “involucro in vetro a sei lati”. Jefferies fino a poco tempo fa considerava plausibile che quel telefono vedesse la luce. Ora la posizione è cambiata.
Rese produttive troppo basse, e il progetto si ferma
Secondo Lee, i controlli lungo la catena di fornitura raccontano di uno sviluppo arrivato al capolinea per un motivo molto concreto, le rese produttive troppo basse. Tradotto, per ogni lotto di componenti prodotti la percentuale di pezzi utilizzabili sarebbe stata insufficiente a rendere sostenibile la produzione su larga scala. Un problema classico quando si prova a lavorare il vetro in forme complesse, e forse anche il motivo per cui un’idea del genere è rimasta per anni sulla carta.
Le conseguenze, dal punto di vista di Wall Street, non sono banali. L’analista parla di “una battuta d’arresto importante” negli sforzi di Apple per spingere iPhone verso fasce di prezzo più alte, proprio mentre i costi della memoria stanno salendo parecchio. Il modello celebrativo, se fosse arrivato a settembre 2027 per i venti anni del primo iPhone, avrebbe avuto un prezzo medio al dettaglio stimato attorno ai 1.900 euro, più alto di qualsiasi altro modello mai messo in commercio dall’azienda.
Il piano era estendere il vetro ai Pro, e ora cambia tutto
C’è un passaggio della nota che spiega meglio la portata della faccenda. “Crediamo che il piano fosse estendere le caratteristiche tutto vetro ai futuri modelli iPhone Pro e Pro Max, alzando ulteriormente il loro prezzo medio di vendita e i margini”, ha scritto Lee. In pratica non si trattava di un singolo telefono da collezione, ma di una strategia difensiva pensata per assorbire l’aumento dei costi dei componenti spalmandolo su una gamma premium rinnovata.
Nel taglio del rating pesano anche altri due elementi, la strategia di Apple sull’intelligenza artificiale e l’aumento dei costi dei componenti per iPhone 19 Pro. Restano però delle zone d’ombra nella nota dell’analista. Non è chiaro se Lee ritenga cancellato l’intero redesign oppure soltanto alcune sue parti.
La distinzione conta. Da tempo circola il sospetto che Apple non riesca a eliminare del tutto il ritaglio della Dynamic Island il prossimo anno, il che renderebbe comunque impossibile parlare di un display davvero integrale. Il famoso design quad curved, con i bordi curvi su tutti e quattro i lati, potrebbe invece essere ancora in programma. Sono due cose diverse, e finiscono spesso mescolate nello stesso discorso.
Se davvero il design celebrativo per il ventesimo anniversario di iPhone è stato accantonato, conferme da altre fonti affidabili dovrebbero arrivare in tempi ragionevolmente brevi. Per ora sul tavolo c’è la nota di Jefferies e il declassamento del titolo, con Apple che continua a non commentare le speculazioni sul suo prodotto più importante.










