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iPhone 20, il progetto si farà: il vetro totale si ridimensiona

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Il progetto di un iPhone 20 interamente in vetro non è finito nel cestino, o almeno non del tutto. Dopo le voci circolate nelle ultime ore su una cancellazione in piena regola, Mark Gurman di Bloomberg ha rimesso le cose in fila: il modello del ventennale ci sarà, avrà una costruzione definita “glass centric”, ma sarà meno estremo di quanto raccontavano i primi rumor. Insomma, ridimensionato, non archiviato.

La logica del nome è la stessa già vista nel 2017, quando Apple saltò a piè pari iPhone 9 per arrivare direttamente a iPhone X. Stavolta a saltare sarà iPhone 19, così da far coincidere il numero con i vent’anni esatti dal debutto del primo modello, arrivato a giugno del 2007. All’epoca il responsabile del design industriale era Jony Ive, che immaginava una lastra di vetro senza pulsanti. Un’idea troppo avanti per il 2007, rimandata con la speranza di renderla concreta nel 2027.

Cosa prevedeva il piano originale e cosa resta

Il disegno iniziale parlava di un display fuso nel corpo del telefono, con un effetto senza cornici che in molti aspettano da anni. Face ID e fotocamera frontale sotto lo schermo, quindi niente notch e niente ritaglio per la Dynamic Island, solo vetro pulito da bordo a bordo. In aggiunta, pulsanti a stato solido al posto dei classici tasti del volume e nessuna porta di ricarica, con tutto affidato alla ricarica magnetica MagSafe.

Secondo le fonti vicine ai piani dell’azienda citate da Gurman, la sostanza cambia. I due modelli Pro, indicati con i nomi in codice V73 e V74, useranno il vetro sia sul fronte sia sul retro, con una curvatura che scende verso i lati e una banda metallica al centro. Il progetto originale prevedeva molta più superficie in vetro e molto meno metallo, ma la produzione su larga scala si è rivelata un problema difficile da risolvere.

Il caso era esploso qualche giorno fa, quando l’analista Edison Lee della banca d’affari Jefferies aveva pubblicato un report basato sui suoi controlli lungo la catena di fornitura, sostenendo che l’iPhone tutto in vetro fosse stato cancellato. Il declassamento del titolo si era tradotto in un calo dell’1,62% in giornata, pari a circa 4,70 euro per azione.

Un bacino enorme di utenti pronti al cambio

Dato che a Cupertino il design di un iPhone viene congelato con circa un anno di anticipo, è probabile che i modelli di iPhone 20 siano già definiti e in fase di test avanzati. La presentazione è attesa per settembre 2027 e gli analisti calcolano che a quel punto oltre 1,3 miliardi di dispositivi iOS più datati saranno maturi per la sostituzione. Un serbatoio di potenziali acquirenti difficile da ignorare.

Circa 850 milioni di quei telefoni attivi non hanno l’hardware necessario per Apple Intelligence, quindi restano tagliati fuori dal nuovo Siri e dal salto di qualità che rappresenta una delle novità principali di iOS 27. Solo iPhone 15 Pro, iPhone 15 Pro Max, la serie iPhone 16 e la gamma iPhone 17 potranno usare Siri come assistente virtuale con l’arrivo di iOS 27, previsto il mese prossimo.

Chi segue i programmi beta, per sviluppatori o pubblici, il nuovo Siri lo sta già provando, e a ogni aggiornamento la distanza dall’assistente Gemini presente sui Pixel si accorcia. Per chi ha in mente il vecchio Siri, quello che rispondeva quasi a tutto con tre estratti pescati dal web, la differenza sarà evidente.

Nel frattempo il calendario resta fitto. Il mese prossimo arriverà il primo iPhone pieghevole, che secondo le indiscrezioni potrebbe chiamarsi iPhone Ultra, affiancato da iPhone 18 Pro e iPhone 18 Pro Max. Nella primavera del 2027, invece, dovrebbero toccare al pubblico iPhone 18, iPhone 18e e iPhone Air.

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