La fotocamera di iPhone 18 Pro resta uno dei motivi principali per cui questo modello sta facendo tanto rumore, e adesso spunta un dettaglio che riguarda proprio il cuore del sistema fotografico. Una fuga di informazioni ha tirato fuori il sensore esatto che Apple avrebbe scelto per la variante Pro, un componente firmato Sony che segnerebbe una svolta rispetto agli ultimi due anni. Manca poco più di un mese e mezzo al debutto, quindi ogni settimana i rumor si accumulano e diventano sempre più precisi.
I file trapelati arrivano da Tata Electronics, la stessa fonte da cui erano già emersi il design del telefono e alcuni dettagli sul chip A20 Pro. Stavolta il documento finito in mani esterne è un registro diagnostico interno, e contiene qualcosa di davvero interessante sulla fotocamera principale.
Un sensore Sony mai visto prima su un iPhone
Dentro quel file di diagnostica compare un identificatore della fotocamera, siglato 0x905, affiancato a dati di calibrazione legati a un meccanismo di apertura variabile. Quell’identificatore è stato collegato a un sensore Sony IMX905, seguendo la stessa logica che a suo tempo aveva associato il codice 0x903 all’IMX903 della generazione precedente. Ed è proprio l’IMX903 quello montato su iPhone 16 Pro e iPhone 17 Pro.
Se il salto all’IMX905 venisse confermato, saremmo davanti al primo cambio di sensore principale dopo due generazioni identiche. Né Apple né Sony hanno confermato nulla, quindi conviene trattare il tutto come un’interpretazione ragionata più che come una certezza.
La vera novità però non è tanto il nome del sensore, quanto un componente che finora non si era mai visto su un iPhone. Un meccanismo capace di aprire e chiudere fisicamente l’obiettivo prima dello scatto.
Apertura variabile, la luce gestita come nell’occhio umano
iPhone 17 Pro usa un’apertura fissa di f/1,78 sulla fotocamera principale, sempre la stessa in qualsiasi condizione di luce. Quello che indica il registro, e che i rumor ripetono da mesi, è l’arrivo di un’apertura variabile. Per capirla basta pensare alla pupilla dell’occhio, che si chiude quando c’è tanta luce e si apre quando la scena è più buia per far entrare più informazione.
Lo stesso registro include un blocco di calibrazione che legge la posizione di questo attuatore dalla memoria del sensore. È il dato che serve al telefono per sapere quanto ha aperto o chiuso l’obiettivo in ogni istante.
Curiosamente, la dimensione del pixel resta a 1,22 micrometri, esattamente come su iPhone 17 Pro. La risoluzione non cambia, si parla ancora di 48 megapixel, e la vera differenza sta nel modo in cui la luce viene gestita prima di arrivare al sensore. Detto questo, un identificatore di pixel invariato non garantisce che il resto del sensore sia identico. Apple potrebbe aver ritoccato l’area totale, la velocità di lettura o le prestazioni dell’autofocus, dettagli che questo file trapelato non arriva a confermare.
Le altre fotocamere restano ferme, il prezzo forse no
Il resto del comparto non cambia. Teleobiettivo, ultragrandangolare, sensore LiDAR e fotocamera frontale manterrebbero gli stessi identificatori già presenti su iPhone 17 Pro, ovvero i Sony IMX973, IMX972, IMX591 e IMX914. Tutto il rinnovamento di quest’anno ricadrebbe quindi sulla fotocamera principale e sul meccanismo che ne muove l’apertura.
Aggiungere una parte meccanica nuova dentro un modulo fotografico non è affatto economico. Le stime che circolavano parlavano di un modulo tra il 40% e il 50% più costoso rispetto all’attuale. Un aumento del genere nel costo di produzione potrebbe finire per riflettersi sul prezzo finale, tanto più considerando i rincari che Apple ha dovuto applicare all’ultimo momento.
iPhone 18 Pro verrà presentato a settembre, e da qui ad allora arriveranno solo altri rumor. Anche conoscendo già il nome del sensore Sony, la sorpresa vera starà in come Apple gestirà quell’apertura variabile via software, più che nell’hardware che la rende possibile.


