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iPad Air OLED: BOE punta al ruolo di fornitore di riserva

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La corsa per fornire i pannelli del prossimo iPad Air OLED si sta giocando su due tavoli, e BOE vuole assolutamente sedersi almeno a quello secondario. Il produttore cinese punta a ottenere un ruolo di fornitore di riserva alle spalle di Samsung Display, che invece ha già in mano la commessa principale per il tablet ridisegnato atteso nella prima metà del 2027. Una posizione defilata, certo, ma per BOE varrebbe comunque parecchio.

Il lavoro è già partito nello stabilimento B12 di Chongqing, dove si trova la linea di produzione OLED di sesta generazione dell’azienda. Lì BOE sta costruendo la propria candidatura in vista di un lancio ancora lontano, mentre Samsung Display procede spedita e dovrebbe iniziare ad aumentare i volumi tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo. Un vantaggio di tempo non da poco, considerando come funzionano queste catene di fornitura.

La qualifica Apple resta l’ostacolo più duro

Prima di parlare di ordini veri e propri, BOE deve superare il processo di qualifica di Apple. I campioni devono ancora essere consegnati per la valutazione e il verdetto non arriverà prima della fine dell’anno, presumibilmente tra novembre e dicembre. È una tempistica coerente con le abitudini di Cupertino, che di solito chiude l’approvazione alla produzione solo uno o due mesi prima dell’avvio effettivo della produzione di massa.

Anche in caso di esito positivo, l’entusiasmo andrebbe calibrato. I volumi iniziali sarebbero modesti, con una produzione limitata alle unità di iPad Air destinate al mercato cinese o ai dispositivi ricondizionati, non certo all’intero lancio globale. E se BOE non dovesse superare l’esame, Samsung Display si troverebbe a gestire da sola tutta la prima tornata produttiva.

Per l’azienda cinese entrare in questa fornitura significherebbe comunque un salto di categoria. BOE conosce bene i pannelli OLED per iPhone, ma ha sempre faticato a farsi strada nei formati più grandi, dove Samsung Display e LG Display hanno mantenuto saldamente il controllo, in particolare sui tablet. Anzi, negli ultimi tempi il terreno perso è stato più di quello guadagnato: l’utilizzo delle linee dedicate ad Apple sarebbe sceso da circa 82% nel 2024 a circa 48% all’inizio di quest’anno, complice la scelta di Apple di affidarsi a Samsung anche per il futuro iPad mini OLED.

Come sarà fatto il nuovo iPad Air

Sul piano tecnico, il tablet ridisegnato arriverà in due formati, da 11 e da 13 pollici, con un pannello OLED ibrido che combina substrato in vetro e incapsulamento a film sottile. La struttura prevede un singolo strato emissivo RGB e un backplane LTPS, con frequenza di aggiornamento a 60Hz. Una soluzione pensata per restare sotto il costo del pannello tandem stack montato su iPad Pro, pur portando finalmente iPad Air fuori dal territorio degli schermi LCD.

La differenza tra le due tecnologie non è banale. Il doppio strato dell’iPad Pro garantisce luminosità e durata superiori, ma pesa parecchio sul prezzo finale. Con il singolo stack Apple riesce a offrire i vantaggi tipici dell’OLED, dai neri profondi ai contrasti più marcati, tenendo il listino su un piano diverso rispetto alla linea professionale.

Il tentativo di BOE, intanto, non si ferma ai tablet. L’azienda starebbe cercando di ritagliarsi un ruolo da fornitore secondario anche per il MacBook Pro OLED, questa volta partendo dallo stabilimento B16 di Chengdu, di generazione 8.6. Qui però la situazione appare più complicata: i problemi di resa produttiva sono persistenti e rendono improbabili spedizioni commerciali verso Apple nel breve periodo. Le fonti del settore collocano un eventuale ingresso in quella catena di fornitura soltanto dopo il 2028.

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