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Tesla AI5, Musk cambia ancora idea: la RAM sale a 96GB

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Il chip Tesla AI5 cambia di nuovo configurazione, e lo fa nel giro di pochissimo tempo. Elon Musk ha chiarito che il processore pensato per dare vita al robot umanoide Optimus non userà più 72GB di memoria RAM ma ne avrà 96GB. Il motivo è piuttosto pragmatico, perché l’azienda vuole evitare di essere l’unica a puntare sulla versione minima delle specifiche previste per questo tipo di memoria. La correzione è arrivata subito dopo l’annuncio di un taglio deciso, legato alla storica carenza di memoria che sta mettendo sotto pressione l’intero mercato globale.

Per capire il peso di questa scelta bisogna guardare al ruolo che il chip ricopre dentro Tesla. AI5 rappresenta infatti la spina dorsale delle ambizioni del gruppo nella guida autonoma e nella robotica, due settori che secondo Musk definiranno il futuro della società. Il progetto ha completato la fase di tape out ad aprile, stando a quanto dichiarato dal manager, e le aspettative sono altissime. L’idea è che il processore possa eguagliare da solo le GPU Hopper di NVIDIA e arrivare al livello delle più avanzate Blackwell in una configurazione a due chip. Non solo. Musk sostiene che sul fronte delle prestazioni per Watt la nuova soluzione sarà tre volte migliore rispetto alle proposte del colosso americano. A fine agosto aveva perfino raccontato di aver memorizzato il design del chip, aggiungendo che quel confronto con NVIDIA sarebbe arrivato con appena il 10% del costo complessivo.

Tesla AI5: dal taglio a metà alla risalita a 96GB

La vicenda della memoria si è sviluppata in due tempi. Ieri il numero uno di Tesla aveva spiegato su X che la RAM LPDDR5 del chip era stata dimezzata, con una riduzione ancora più marcata per il successore AI6. “Abbiamo dimezzato la RAM del chip Tesla AI5 (ora 72GB di LP5) e ridotto di un terzo quella di AI6 (ora 144GB di LP6)”, aveva scritto. Una decisione motivata dalla crisi che attraversa il comparto delle memorie, visto che abbassare la capacità era stato presentato come l’unico modo per garantirsi forniture stabili.

Poco dopo però è arrivato il ritocco. Il processore non si fermerà a 72GB ma salirà a 96GB, perché secondo Musk l’azienda ha deciso di “alzare un po’ AI5 a 96GB, dato che altrimenti Tesla sarebbe stata l’unica società a usare la versione di LP5 con la RAM minima”. Insomma, una via di mezzo tra le esigenze di approvvigionamento e la volontà di non ritrovarsi con le specifiche più basse del mercato.

Musk e la psicosi da intelligenza artificiale

Nelle stesse ore l’imprenditore ha condiviso qualche riflessione sui progressi dell’intelligenza artificiale. Il mese scorso aveva ammesso che l’AI non era “ancora abbastanza valida per software ad altissime prestazioni”, pur precisando che presto avrebbe raggiunto anche quel traguardo.

Stavolta Musk ha risposto a un utente di X secondo cui l’unico modo per capire quanto velocemente stia migliorando l’AI sarebbe usarla con regolarità per programmare. Il problema, sempre secondo quell’utente, è che un uso così costante aumenta il rischio di psicosi da intelligenza artificiale, rendendo difficile spiegare agli altri i passi avanti compiuti dalla tecnologia. La reazione del CEO è stata asciutta, un semplice “Vero”.

L’espressione si è diffusa l’anno scorso, quando uno psichiatra della University of California aveva avvertito che i chatbot potrebbero favorire episodi psicotici negli utenti già predisposti a questa condizione. Secondo il medico, il punto critico sta nel fatto che l’AI non aiuta le persone ad aggiornare le proprie convinzioni quando la realtà non corrisponde alle loro aspettative, e questo le rende più vulnerabili al disturbo.

Fonte: TecnoAndroid

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