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Con IFA 2026 Hisense ha scelto di raccontare non tanto un prodotto quanto un’idea di casa, dove televisori, frigoriferi, lavatrici e climatizzatori smettono di essere oggetti separati e diventano parte di un unico organismo governato dall’intelligenza artificiale. Il messaggio è chiaro fin dalle prime battute della conferenza berlinese: conta più il filo che tiene insieme i dispositivi che le singole novità di gamma. Nel mezzo, quasi come nota a piè di pagina, anche il rinnovo della sponsorizzazione di Uefa Euro 2028.
Il cuore di tutto si chiama V Aios, nuova generazione del sistema operativo per la casa connessa, erede di Vidaa OS e figlia di oltre dieci anni di esperienza maturata con ConnectLife. L’azienda lo descrive come l’infrastruttura in grado di collegare tv ed elettrodomestici, ma soprattutto di capire abitudini, bisogni e relazioni tra chi abita la casa, adattandosi alle diverse generazioni sotto lo stesso tetto.
Un assistente unico che percepisce, pensa e agisce
Il funzionamento poggia su quattro passaggi: percepire il contesto, elaborare una risposta, comunicare in modo naturale ed eseguire l’azione in autonomia. Tradotto in pratica, V Aios dovrebbe riconoscere le persone, cogliere contesto ed emozioni, coordinare dispositivi e contenuti. Dalla preparazione del salotto prima di una partita fino al sostegno quotidiano ai familiari più anziani. Sul capitolo dati, Hisense insiste su privacy, trasparenza ed elaborazione locale tramite Edge AI, con l’obiettivo dichiarato di costruire il sistema sulla fiducia degli utenti e non solo sulla potenza degli algoritmi.
ConnectLife resta la piattaforma cloud che tiene insieme televisori, smartphone ed elettrodomestici. Interazione vocale, visiva e in linguaggio naturale, scambio di dati tra apparecchi, servizi proattivi in cinque aree: cucina, bucato, qualità dell’aria, gestione energetica e assistenza dopo la vendita. Citate come esempi di integrazione Google Home per la smart home e Instacart per la spesa, oltre a fornitori di energia in Europa e Stati Uniti.
AI Companion Suite, dal frigorifero al climatizzatore
Sopra questa base si innesta la AI Companion Suite, la famiglia di elettrodomestici che porta l’intelligenza artificiale in cucina, nel bucato e nella gestione di aria ed energia. Il frigorifero riconosce gli ingredienti, tiene traccia di entrate e uscite, avvisa quando qualcosa sta per scadere e propone ricette che possono passare direttamente al forno, dove una sonda misura la temperatura interna del cibo. La cantinetta suggerisce l’abbinamento e segnala quando il vino ha decantato abbastanza, la lavastoviglie adatta il ciclo allo sporco reale.
Nel bucato il sistema analizza i capi su sette parametri, tra cui tessuto, colore e peso del carico, scegliendo da solo programma e durata. Il climatizzatore usa sensori a infrarossi per capire dove si trovano le persone e orientare il flusso d’aria in modo indipendente tra destra e sinistra, mentre il modulo dedicato all’energia incrocia previsioni meteo e fasce tariffarie. Nei prossimi mesi arriverà anche Alexa+ su alcuni modelli selezionati di climatizzatori.
Tra le novità concrete, il forno BI614P9B con tecnologia InCamera che riconosce gli alimenti e ne controlla la doratura, la linea MattEdition con preriscaldamento a 200 gradi in 5 minuti, lavastoviglie fino a 16 coperti in classe A meno 20%. E i frigoriferi con Smart Screen da 21 pollici, veri hub della cucina connessa, con il combinato da 2 metri atteso entro fine anno. Sul fronte lavaggio debutta la AI Laundry Station da 12 e 10 chili in classe AAAAA, mentre la piattaforma 7i dichiara risparmi fino al 55% di energia e al 21% di acqua.
Televisori RGB MiniLED e il mercato italiano
Il 116UXS arriva in Europa dopo il debutto al CES di gennaio come il televisore RGB MiniLED più grande al mondo, con tecnologia Chromagic 2.0 che aggiunge il ciano alla retroilluminazione, copertura dichiarata del 110% dello spazio colore BT.2020 e picco di 10.000 nit. L’intera gamma 2026, comprese le serie più economiche, ha ottenuto la certificazione TÜV Rheinland Eye Comfort.
Tatiana Pampalone, Head of Marketing di Hisense Italia, riconosce però che il pubblico italiano procede con cautela. “C’è ancora un po’ la paura di una tecnologia eccessivamente avanzata, troppo connessa: il timore che, se qualcosa va storto, si rompa un sistema complessivo”, ha spiegato, indicando nella personalizzazione la leva che convince di più chi compra.








